“Dammi 30 euro o chiamiamo i vigili”: in Calabria torna la truffa dello specchietto
Nuova segnalazione dopo il raggiro ai danni di un’automobilista fermata da due giovani

Una richiesta di denaro dopo un presunto urto mai avvenuto, con toni insistenti e intimidatori per costringere la vittima a pagare subito in contanti. Torna nel Cosentino la cosiddetta “truffa dello specchietto”, segnalata nelle ultime ore nella zona tra Roges e Commenda, a Rende.
A raccontare l’episodio è una donna che ha deciso di denunciare quanto accaduto per mettere in guardia altri automobilisti. Secondo il suo racconto, nel pomeriggio di ieri stava percorrendo via Ciro Menotti insieme alla figlia quando, subito dopo un incrocio, avrebbe sentito un colpo sordo. “Pensavamo di aver preso una buca”, ha spiegato.
Pochi istanti dopo, però, una Panda rossa avrebbe iniziato a lampeggiare e suonare il clacson fino a costringerla ad accostare. Dall’auto sarebbero scesi due giovani che l’avrebbero accusata di avere danneggiato il loro specchietto retrovisore, sostenendo che stesse andando via senza fermarsi.
La donna avrebbe verificato che il proprio specchietto era perfettamente integro, ma i due avrebbero continuato a insistere chiedendo 30 euro per il presunto danno. “Ero sola con mia figlia e mi sono sentita intimorita”, ha raccontato la vittima, che alla fine avrebbe consegnato il denaro per allontanarsi senza ulteriori problemi.
Carabinieri e polizia raccomandano, in casi simili, di non consegnare soldi e di contattare immediatamente le forze dell’ordine.
