Narcotraffico, il clan a processo: 14 rinvii a giudizio (NOMI)
Fiumi di droga pesante, una rete capillare di vedette e un giro d'affari attivo giorno e notte. Il Gup ha definito le posizioni degli indagati
Fiumi di droga pesante, una rete capillare di vedette e un giro d'affari attivo giorno e notte nel cuore della zona sud di Catanzaro. Il Gup del Tribunale di Catanzaro, Mario Santoemma, ha definito le posizioni dei coinvolti nell’operazione “Travel”, l’inchiesta della Dda che a marzo dello scorso anno ha scardinato una strutturata organizzazione dedita al traffico di stupefacenti basata in viale Isonzo e nel quartiere Pistoia.
Sono 14 gli imputati rinviati a giudizio con il rito ordinario, mentre altri protagonisti della vicenda hanno optato per riti alternativi (abbreviato e patteggiamento) o hanno visto la propria posizione stralciata per difetti di notifica.
Il processo per i 14 indagati che hanno scelto il rito ordinario inizierà il prossimo 4 maggio davanti al Tribunale monocratico di Catanzaro. Ecco chi comparirà in aula:
- Domenico Bevilacqua, inteso “nonno Domenico”;
- Maria Chiara Bevilacqua, intesa “Chiara”;
- Massimo Bevilacqua, inteso “u pacciu”;
- Anna Vecceloque Pereloque, intesa “Annetta”;
- Sergio Bevilacqua, inteso “Gualù”;
- Pierpaolo Mamone, inteso “Paolo”;
- Damiano Veneziano;
- Giuseppe Mastruzzo;
- Teresa Mazzuoccolo;
- Carmelo Veciloque, inteso “Melino”;
- Giovanni Abbruzzese, inteso “Gianni”;
- Antonella Bevilacqua;
- Cosimo Abbruzzese, inteso “Cosimino”;
- Jessica Bevilacqua.
Hanno invece formulato istanza di patteggiamento Rosario Belcamino (detto “Giorgio”) e Alfredo Benassai. Hanno scelto il rito abbreviato, tra gli altri, Fabio Bevilacqua e Silvana Vecceloque Pereloque.
Secondo l'impianto accusatorio, il dominus assoluto dell'associazione era Fabio Bevilacqua. Per la Dda, è lui l'uomo di riferimento con pieni poteri decisionali: stabiliva le strategie, gestiva gli approvvigionamenti e cercava nuovi sbocchi di mercato per allargare la clientela. Al suo fianco, con il ruolo di dirigente, il fratello Cosimo Bevilacqua (28 anni), capace di mantenere i contatti con i fornitori di Napoli e Gioia Tauro e di assumere il comando dopo l'arresto del fratello. L'inchiesta documenta un ruolo fondamentale per le figure femminili del clan, impegnate non solo nella logistica ma anche nel controllo del territorio. Silvana Vecceloque Pereloque, madre di Fabio e Cosimo, era preposta alla gestione delle scorte di cocaina ed eroina e alla sorveglianza dell'abitazione-fortezza contro l'arrivo delle forze dell'ordine.
Luana Pappaianni, moglie di Fabio, accusata di gestire la parcellizzazione e la vendita al dettaglio della droga. Luana Berlingieri, moglie di Cosimo, esecutrice delle direttive del marito.
Il gruppo garantiva anche il sostentamento delle famiglie dei sodali detenuti. Complessivamente sono 109 i capi di imputazione che descrivono una fitta attività di spaccio, supportata dalle consegne materiali affidate a Mirko Bevilacqua e da una rete di corrieri pronti a rifornire gli assuntori della zona.
