Pronto soccorso di Vibo: detenuto in regime di Tso costretto ad aspettare per ore
L'ennesimo esempio di una sanità vibonese che andrebbe migliorata è raccontato a "il Quotidiano del Sud" da Sergio Pascale, segretario interprovinciale FNS CISL Catanzaro – Vibo Valentia - Crotone. "Parrebbe - afferma Pascale - che la scorta insieme ad un detenuto, pervenuto in pronto soccorso tramite ambulanza del 118 in seguito a diversi atti di autolesionismo e danneggiamento ed in regime d’urgenza per TSO, sia rimasta in attesa nel corridoio del pronto soccorso dal primo pomeriggio fino alle 22,30 perché il detenuto fosse visitato e conseguentemente ricoverato".
L’accaduto, avrebbe messo in evidenza "la mancata adozione, da parte dell’Asp, di un qualsivoglia protocollo che attribuisca la precedenza ai detenuti all’interno del pronto soccorso, soprattutto se si tratta di garantire l’incolumità, l’ordine e la sicurezza pubbliche". Un fatto che si ricollegherebbe al prosieguo della vicenda conclusasi con il danneggiamento, ad opera del detenuto, di attrezzature sanitarie. Tali conseguenze, secondo le parole del sindacalista Cisl, si sarebbero potute evitare mediante un intervento ad hoc del commissario straordinario Asp, colpevole di "non aver ancora attivato un’interlocuzione con i vertici della casa circondariale, Angela Marcello e Salvatore Conti".
