Rimborso spese, il Tar dà ragione ad un poliziotto vibonese
Il Tar di Catanzaro ha accolto il ricorso del Sovrintendente capo coordinatore, nonché segretario provinciale federazione Polizia di Stato Giacomo Gullo, in servizio presso la Questura di Vibo, difeso dall'avvocato Carmine Pandullo, avente ad oggetto l'annullamento della determinazione del Ministero dell'Interno - Dipartimento Pubblica Sicurezza - con la quale il Ministero negava al dipendente il rimborso delle spese legali sostenuto dallo stesso per la sua difesa nell'ambito di un procedimento penale che lo aveva visto coinvolto nel 2015 per una ipotesi di reato di omissione di atti d'ufficio.
Il Ministero, nonostante il procedimento penale cui il sovrintendente Giacomo Gullo era stato coinvolto - e nel quale era sempre stato assistito dall'avvocato Carmine Pandullo - fosse stato archiviato per infondatezza della notizia di reato, negava il rimborso sul presupposto che i fatti e gli atti per cui era stato indagato non fossero connessi con l'espletamento del servizio.
Ebbene, il difensore ha dimostrato, non solo che i fatti per cui Gullo era stato indagato erano da ritenersi indubbiamente e pacificamente connessi con l'espletamento del proprio servizio e con l'assolvimento degli obblighi istituzionali, ma anche che la sua condotta era da ritenersi "ineccepibile ed immune da censure di qualsivoglia natura".
