Rinascita, rimane ai domiciliari il presunto boss Antonio Lo Bianco
Antonio Lo Bianco, coinvolto nella maxi inchiesta "Rinascita Scott", rimane ai domiciliari. L'uomo, ritenuto a capo del clan Lo Bianco-Barba, a marzo 2020 aveva ottenuto gli arresti domiciliari - a seguito di un’istanza del suo legale, l’avvocato Giuseppe Bagnato - viste le precarie condizioni di salute e dell’attuale emergenza sanitaria da Coronavirus. Il pubblico ministero aveva però proposto appello al Tribunale della Libertà chiedendo il ripristino della custodia cautelare in carcere, in virtù del fatto che Lo Bianco è accusato di essere uno dei promotori dell’associazione Lo Bianco-Barba e che, inoltre, il provvedimento di scarcerazione avrebbe dovuto avere durata temporanea limitata all’emergenza sanitaria.
Dopo una perizia medico legale disposta dal Tribunale della Libertà di Catanzaro, nonché diverse memorie difensive e documentazione prodotta dall’avvocato Bagnato, l’appello del pubblico ministero è stato rigettato. In particolare, al di là delle patologie di cui è affetto l’imputato, il Tribunale ha affermato che non sussistono nei confronti del Lo Bianco esigenze cautelari di eccezionale rilevanza in quanto la posizione di vertice contestata nell’ambito del processo non risulta essersi tradotta in condotte connotate da fatti di sangue o di violenza. Da qui il rigetto dell’appello e la permanenza di Antonio Lo Bianco agli arresti domiciliari.
