"La Neuropsichiatria in Calabria, che fine ha fatto? Dai neonati alle famiglie, dalle malattie genetiche ai disturbi. La Calabria fino ad ora ha scelto di non tutelare i propri cittadini". Il Codacons chiede un netto cambio di tendenza!!!

Bambini che appena nati potrebbero ricevere una diagnosi genetica ed iniziare una cura precoce, Intere famiglie che a pochi giorni da una nascita non saranno più costrette a lasciare la propria terra, il lavoro e magari un figlio in Calabria e separarsi per portare un neonato in una struttura specialistica extra regionale.

Ed ancora: "Basta agli infiniti viaggi e non raccontabili difficoltà per ogni day hospital di controllo da eseguirsi fuori regione; sconfiggiamo il timore di veder star male il proprio piccolo con l'incubo dell'ennesimo, per giunta non agevole, trasferimento in elisoccorso. Al bando lo sgomento, il senso di abbandono che bambini e famiglie provano quando – tornati in Calabria – dovrebbero avviare il percorso di riabilitazione territoriale e la rete di controlli. In Calabria per realizzare ciò bisognerebbe iniziare creando – si badi siamo l'unica Regione d'Italia – un reparto ospedaliero di Neuropsichiatria infantile quel reparto che il Ministero ha certificato al CODACONS manca!!!."
A denunciarlo, per l'ennesima volta è il Codacons, spiega l'Avvocato Cricenti.

"Non è più tollerabile che dinanzi ad un dato oggettivo, quale quello della migrazione sanitaria specie per patologie legate all'età dello sviluppo, la Calabria ancora discuta sul se, come e quando assicurare ad un numero – per giunta mai censito in maniera piena ed esauriente – importantissimo e grave di pazienti che necessitano della NPI. Basta ai viaggi della speranza, basta sentirsi persone sfortunate, genitori che non possono dare ai propri figli le medesime possibilità di riabilitazione di un bimbo che sol perchè vive a Pisa ha a disposizione i servizi della Stella Maris!!!! In Calabria abbiamo eccellenze professionali, molte ce le stiamo facendo scappare proprio nel campo della NPI.... ma per il CODACONS è giunta l'ora di dire basta.... o meglio dare un presente a famiglie e bambini calabresi che non è giusto vivano e subiscano una discriminazione sanitaria gravissima".

"Discriminazione sanitaria che diventa anche lavorativa, sociale ed intima. Chi è costretto a migrare per un banale controllo di routine e poi tornato in Calabria sa che non riceverà alcun tipo di assistenza è un cittadino discriminato. Parimenti i medici ed il personale sanitario che in Calabria sono validissimi ed altamente specializzati ma che si trovano costretti ad operare senza strutture, senza personale e senza strumenti. E se parliamo di Vibo in cui vi è una pediatria ospedaliera altamente qualificata ma che da anni con il suo Dirigente si batte proprio per assicurare quelle figure (un neuropsichiatra infantile e/o un neurologo pediatrico) e quegli strumenti necessari per assicurare all'intera provincie e non solo servizi che oggi non vi sono".

"Non bisogna andare a Roma per un elettroencefalogramma, piuttosto che per un ordinario controllo dei valori dei farmaci nel sangue. Oggi esiste la telemedicina, ma ancor di più esiste il diritto alla salute che non deve subire pregiudizi dalla discriminazione territoriale. L'invito è che la Politica e chi amministri assuma immediate e non formalistiche scelte. Ciò che serve per iniziare è una Unità operativa complessa di Neuropsichiatria infantile e che sia ospedaliera e che consenta poi alla rete territoriale - tutta da strutturare e formare soprattutto in termini di riabilitazione – di assicurare quei programmi di controllo, monitoraggio e riabilitazione essenziali affinchè alla fase di diagnosi e valutazione specialistica si associno i vantaggi della fase di presa in carico effettiva del paziente".

"Oggi il paziente (anzi il piccolo paziente) Calabrese non è preso in carico dal sistema regionale ma affidato alle famiglie che pur di aiutarlo si indebitano , si sfasciano e si sentono sempre più discriminate rispetto a chi vive lo stesso dramma in un contesto regionale assolutamente ben diverso!!! La Regione deve fornire una risposta con i fatti, anzi con gli atti per far cessare una gravissima".