Assolto in appello il commercialista crotonese Francesco Quattromani dall’accusa di associazione a delinquere finalizzata a false fatture e riciclaggio. La Corte d’Appello di Catanzaro ha ribaltato la sentenza di primo grado, che lo aveva condannato a un anno e quattro mesi di reclusione, escludendo già allora l’aggravante mafiosa. Lo scrive “il Quotidiano del Sud”. 

Confermata invece la condanna a due anni per il coimputato Giuseppe Cusato. Il procedimento riguarda uno dei filoni, celebrato con rito abbreviato, dell’inchiesta “Krimata”, coordinata dalla Dda di Catanzaro.

Secondo l’accusa, tra il 2013 e il 2018 sarebbe stata operativa un’associazione legata alla cosca Arena-Nicoscia di Isola Capo Rizzuto, che avrebbe utilizzato società cartiere nel settore edile per emettere fatture false per circa cinque milioni di euro, con l’obiettivo di ottenere indebiti rimborsi Iva.

In appello, la Procura generale aveva chiesto la conferma delle condanne, ma i giudici hanno accolto le tesi difensive di Quattromani, sostenute dagli avvocati Luigi Villirilli e Francesco Verri.

La difesa ha evidenziato il ruolo marginale del professionista, limitato – secondo quanto sostenuto – a prestazioni tecniche e formali, senza alcun coinvolgimento nelle attività illecite contestate. “La soddisfazione è enorme – hanno commentato i legali – perché è stata riconosciuta l’innocenza”.