L'inchiesta sul presunto traffico internazionale di stupefacenti tra la Sicilia e Malta si arricchisce di un nuovo capitolo e porta sotto i riflettori anche la Calabria. Nell'ambito dell'operazione denominata "Abisso", coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catania, sono stati eseguiti nuovi provvedimenti cautelari nei confronti di sei persone ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, di far parte della rete criminale dedita al traffico di sostanze stupefacenti.

Tra gli indagati figurano anche due calabresi, originari rispettivamente di Locri e Siderno. Uno dei due risulta attualmente ricercato.

Il presunto ruolo dei due uomini della Locride

Secondo l'ipotesi investigativa, i due sarebbero entrati in scena in una fase particolarmente delicata dell'attività del gruppo criminale: il recupero di un ingente quantitativo di cocaina disperso in mare al largo delle coste catanesi.

Gli investigatori ritengono che il loro compito fosse quello di organizzare il successivo trasporto dello stupefacente in Calabria, operazione per la quale il gruppo criminale etneo avrebbe previsto un compenso. Il piano, tuttavia, non sarebbe mai andato a buon fine perché il carico, quantificato in circa due tonnellate di cocaina, era già stato individuato e sequestrato dalla Guardia di Finanza durante le attività di controllo.

L'inchiesta

Il nuovo provvedimento rappresenta un ulteriore sviluppo dell'indagine che, nelle scorse settimane, aveva già portato all'emissione di misure cautelari nei confronti di quindici persone. Gli investigatori ipotizzano l'esistenza di un'organizzazione strutturata capace di gestire il traffico di cocaina, hashish e marijuana tra la provincia di Catania e l'isola di Malta, attraverso una rete stabile di approvvigionamento e distribuzione.

Secondo la ricostruzione della Direzione distrettuale antimafia, il sodalizio avrebbe inoltre mantenuto rapporti con ambienti della criminalità organizzata siciliana, rifornendo gruppi mafiosi operanti nel territorio siracusano.

Le nuove misure

Oltre ai due calabresi, le nuove ordinanze hanno interessato quattro persone della provincia di Catania, ritenute coinvolte nelle forniture di sostanze stupefacenti destinate sia al presunto promotore dell'organizzazione sia ad altri gruppi criminali operanti in Sicilia.

Le accuse restano, allo stato, mere ipotesi investigative che dovranno essere sottoposte al vaglio dell'autorità giudiziaria nel corso del procedimento, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.