"Con un'interpellanza congiunta abbiamo posto all'attenzione del presidente Spirlì la questione relativa alla nomina dei responsabili dei centri per l'impiego e, nello specifico, abbiamo interpellato anche la giunta affinché specifichi i motivi del discostamento con le norme che regolano il buon andamento della pubblica amministrazione essendo stato adottato, in violazione di legge ed eccesso di potere, il decreto dirigenziale numero 13595 del 15/12/2020 afferente la nomina de i responsabili Udp e Cpi, tra i quali quelli di Paola e Reggio Calabria". È quanto rendono noto, in doverosa premessa, i consiglieri regionali del gruppo 'Io Resto in Calabria', Marcello Anastasi, Graziano Di Natale e il presidente del gruppo Pd, Domenico Bevacqua.

"Violata la legge". Gli esponenti della minoranza, a conclusione di una perentoria azione politica, affermano: "Quanto perpetrato, rappresenta una violazione di legge. Sebbene ci troviamo ad operare in regime di prorogatio, per cui sono consentiti in tale regime solo gli atti necessari ed urgenti, dovuti o costituzionalmente indifferibili, siamo ormai abituati ad atti che assumono più il senso di prebende elettorali, che al contrario di atti indifferibili e necessari. In questo caso la nomina dei responsabili Cpi è illegittima e pertanto deve essere annullata in quanto adottata in violazione di legge e/o viziato da eccesso di potere".

"Serviva una manifestazione di interesse". Di Natale, Anastasi e Bevacqua incalzano ancora la maggioranza di Palazzo Campanella, ed affermano: "È un atto viziato che cozza con la correttezza, la buona fede e la diligenza. È evidente il contrasto tra l'atto e l'ordinamento giuridico. Tale contrasto si è palesato in un vizio del procedimento che ha dato origine alla violazione dei principi di efficacia, trasparenza e pubblicità dell'azione amministrativa di cui all'art. 1 della l. n. 241/1990. Inoltre - prosegue la nota - è gravissimo perchè le nuove nomine dei responsabili sarebbe dovuta avvenire attraverso una manifestazione d'interesse ex novo che avrebbe garantito la trasparenza e la pubblicità degli atti amministrativi. Così invece non è stato, poiché le stesse sono avvenute tenendo conto di una manifestazione d'interesse numero 303015 datata 02.09.2019 il cui procedimento si è concluso con la nomina dei precedenti responsabili dei Cpi".

Revocare il provvedimento. I consiglieri, al fine di ripristinare lo stato di legalità venuta - a loro dire - meno, annunciano battaglia. "Il presidente e la Giunta regionale chiariscano i motivi della condotta assunta in manifesto contrasto con i principi di legalità. Chiediamo inoltre - conclude la compagine politica - che venga disposta la revoca di tale provvedimento in autotutela. È ora di riportare luce dentro il palazzo. I calabresi sono stati umiliati fin troppo".