Operazione nel Vibonese, dirigente Asp si difende: "Esposto alla gogna mediatica"
Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera degli avvocati Salvatore Mirabile e Salvatore Pronestì, difensori del dottor Francesco Massara, medico e dirigente dell'Area Veterinaria dell'Asp di Vibo Valentia. Il suo nome compare nella lista degli indagati, ben 167, dell'operazione "Maestrale", che ha portato all'arresto di 61 persone.
La presente in qualità di difensori del Dott. Francesco Massara, in relazione agli articoli di cronaca giudiziaria apparsi sulla stampa che lo hanno riguardato personalmente e quale Dirigente dell'Area Veterinaria dell'Asp di Vibo Valentia, per rappresentare quanto segue:
Il Dott. Massara ha appreso in data 10 maggio 2023, tramite la Vostra testata giornalistica, di essere indagato nell'operazione "Inchiesta Maestrale", svolta dalla DDA di Catanzaro. Sempre dai medesimi articoli ha appreso quelle che dovrebbero essere le contestazioni di cui sarebbe destinatario.
È enorme lo stupore ed il rammarico del nostro assistito il quale, nemmeno destinatario di un avviso di garanzia, ha saputo dagli organi di stampa di essere indagato ed è stato esposto alla pubblica gogna, in aperta violazione delle norme che impongono alla stampa di non divulgare i nomi degli indagati in pendenza di procedimento.
Quanto accaduto è di estrema gravità, e rappresenta un barbaro tentativo di esporre alla gogna mediatica uno stimato e valente professionista che - non solo dimostrerà la sua completa estraneità ai fatti che secondo la stampa gli sono contestati - ma, nel difendersi in ogni sede, si avvarrà dei numerosi provvedimenti da lui adottati nel corso della sua attività che dimostrano - oltre che la sua professionalità nell'espletamento delle funzioni pubbliche a lui demandate, la oggettiva ed indiscutibile distanza siderale tra ambienti malavitosi di qualsiasi natura e pericolosità, avendo egli sempre serbato un comportamento irreprensibile ed onesto.
La gogna mediatica ha indotto l'ASP ad assumere in modo sommario e del tutto arbitrario - senza conoscere le carte processuali e senza instaurare nemmeno un benché minimo contraddittorio con l'interessato - un provvedimento cautelare di sospensione dal servizio del quale - anche in questo caso - il Dott. Massara ha avuto notizia in data odierna leggendo giornali.
Il nostro assistito è sereno e certo che la sua posizione sarà chiarita. Resta il senso di profonda angoscia e sgomento nell'essere stato - suo malgrado - oggetto di una barbara esposizione mediatica, perpetrata in spregio dei più elementari diritti dell'indagato e delle regole che la stampa è tenuta ad osservare, pur nell'esercizio del diritto di informazione.
Alla luce di quanto sopra, nel ribadire la completa estraneità del Dott. Francesco Massara ai fatti riportati sulle testate giornalistiche, ci riserviamo ogni opportuna iniziativa giudiziaria a tutela del suo buon nome ed a tutela dei limiti alla divulgazione delle informazioni giudiziarie che - anche con la recente Riforma Cartabia - devono essere garantiti all'indagato.
Ferma la condanna dell'operato delle testate giornalistiche, un ulteriore e grave motivo su cui riflettere ed indagare è quello di comprendere come, e da chi, atti coperti da segreto istruttorio, siano stati forniti alle testate giornalistiche.
