Nell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro è stato costituito un Ufficio Antimafia "per il raggiungimento di obiettivi di legalità e trasparenza". Lo prevede una delibera adottata, nella giornata di oggi, dalla Commissione straordinaria che guida l’Asp catanzarese dopo lo scioglimento dell’azienda per infiltrazioni mafiose disposto dal governo nello scorso mese di settembre.

Già nell'ottobre scorso la Commissione straordinaria "ha approvato un atto di indirizzo in materia di documentazione antimafia, fornendo agli uffici dell’Asp le linee guida a cui attenersi rigorosamente al fine di attuare quell’azione di risanamento indispensabile per ridare trasparenza agli atti prodotti e contemporaneamente impermeabilità nei confronti della criminalità organizzata, la cui capacità di infiltrazione nell’azienda ne ha già provocato lo scioglimento".

Nei giorni scorsi è stata "disposta l’immediata e prioritaria acquisizione delle certificazioni antimafia” per le strutture private accreditate e le Rsa: successivamente – è riportato inoltre nella delibera – si è preso atto di una nota della Prefettura di Catanzaro “con cui, in risposta a nota di questa Commissione straordinaria viene chiarito che ‘dal controllo effettuato non risulterebbe alcuna richiesta da parte di codesta Asp nei confronti dei soggetti che nella specie riguardano i contratti, in corso di rinnovo, con le strutture private accreditate, nonché le autorizzazioni in corso con le Rsa accreditate sul territorio di questa provincia".

Di conseguenza, per adottare misure più incisive allo scopo di attuare la legalità si è decisa "la costituzione di un Ufficio Antimafia, a servizio dell’intera Asp, che farà capo alla Commissione straordinaria, considerata la strategicità dello stesso per il raggiungimento degli obiettivi di legalità e trasparenza che l’Asp intera deve raggiungere al fine di rendere effettiva l’attività di risanamento indispensabile".