Coronavirus, eroi (e furbetti) della didattica a distanza
Una docente di informatica, appena iniziato il lockdown, ha interrotto qualsiasi comunicazione con la scuola. La preside l’ha richiamata al suo dovere, occuparsi dei suoi studenti. Allora la prof ha fatto rispondere da un avvocato: non poteva davvero farci niente, purtroppo a casa non aveva la connessione e neppure il computer. E qui la dirigente scolastica ha avuto un colpo di genio: le ha fatto recapitare a domicilio tutto l’occorrente per lavorare da remoto, scheda sim compresa. Lamberto Montanari, responsabile in Emilia Romagna dell’Anp – associazione nazionale presidi – racconta l’episodio che conosce bene perché se ne è occupato direttamente.
