Canile lager in Calabria, condannate due persone
Gli animali venivano stipati in condizioni non adeguate, e soprattutto erano ben oltre la soglia consentita per essere ospitati. E così il Tribunale di Cosenza ha condannato al pagamento delle spese legali e di una ammenda da 6mila euro la legale rappresentante della società che gestisce il canile Terredonniche e un operatore impiegato in loco. Inoltre, come riportato dal Corriere della Calabria, i responsabili dovranno risarcire le parti civili: Croce del sud, Wwf Calabria Citra, Legambiente Calabria e Laboratorio verde.
La Procura della Repubblica di Cosenza dispose il sequestro della struttura a seguito di una richiesta di intervento da parte di ex parlamentare, Paolo Bernini, che si recò sul posto. L’accusa per gli indagati era di avere detenuto all’interno del canile rifugio, senza i requisiti necessari previsti dalla legge, un elevato numero di animali in condizioni di sovraffollamento.
Assolti dall’accusa di aver realizzato una rete fognaria del canile così come una serie di box da destinare al ricovero dei cani in una zona a poche centinaia di metri dal Torrente Carone, il progettista e il direttore dei lavori.
