Si chiude con una sentenza di proscioglimento il calvario giudiziario di un uomo di Cariati, già noto alle forze dell’ordine, accusato di truffa aggravata in concorso. Il Tribunale di Catanzaro ha infatti messo la parola fine a un procedimento che vedeva il pregiudicato accusato di essere la mente dietro una serie di raggiri messi a segno sul web ai danni di ignari acquirenti nella provincia catanzarese.

L’inchiesta era stata avviata in seguito alla denuncia di una donna che, intenzionata ad acquistare uno smartphone di ultima generazione su un noto portale di vendite online, era caduta in una trappola ben congegnata. Dopo aver versato oltre mille euro su una carta prepagata intestata a terzi, la vittima non aveva mai ricevuto il prodotto.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il pregiudicato cariatese avrebbe gestito personalmente le trattative telefoniche, rassicurando l'acquirente e garantendo la spedizione della merce solo a pagamento avvenuto. I carabinieri erano risaliti a lui con estrema facilità, poiché il numero utilizzato per i contatti risultava intestato proprio all'imputato.

Nonostante le testimonianze della persona offesa e dei militari che avevano condotto le indagini – i quali avevano confermato l'impianto accusatorio durante il dibattimento – la strategia difensiva ha ribaltato l’esito del processo.

L’avvocato penalista Raffaele Meles, legale di fiducia dell’imputato, ha puntato tutto su una duplice linea: eccezioni procedurali, il difensore ha infatti sollevato diverse criticità che avrebbero minato la validità dell'intero procedimento, ed estraneità ai fatti, essendo stata sostenuta con vigore la totale mancanza di prove circa l’effettiva partecipazione dell’uomo alla truffa, nonostante l'intestazione dell'utenza telefonica.

All’esito della camera di consiglio, il Giudice ha accolto integralmente le richieste della difesa, pronunciando la sentenza di proscioglimento definitivo e liberando l’uomo da ogni responsabilità penale.