I giudici decidono pene per complessivi 63 anni di reclusione per le cosche trapiantate al Nord che avevano puntato pure San Siro e il catering delle partite del Milan

La Corte d'Appello di Milano ha condannato sei imputati nel processo celebrato con rito ordinario ed accusate di vicinanza ai clan De Stefano, Tegano e Libri di Reggio Calabria. Il clan aveva messo radici in corso Sempione ed in piazza Prealpi a Milano, tentando pure di assicurarsi la gestione del servizio di catering per le partite di calcio del Milan allo stadio di San Siro. Associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, estorsione e corruzione i reati, a vario titolo, contestati.

cappello carabinieri

Queste nel dettaglio le condanne: Vincenzo Martino, 20 anni di reclusione; Domenico Martino, 11 anni e 3 mesi; Alessandro Nucara 12 anni e 2 mesi; 2 anni e 8 mesi per l'ex poliziotto Marco Johnson, accusato di corruzione; 14 anni e 10 mesi di reclusione per Giovanni Deuscit; 2 anni e 3 mesi Cosimo Di Corato.

L'inchiesta, condotta sul campo dai carabinieri, è stata coordinata dai pm della Dda di Milano Paola Biondolillo e Marcello Tatangelo. Altro troncone del processo è in corso dinanzi al Tribunale di Milano.

Le accuse. Secondo gli inquirenti, Alessandro Nucara sarebbe stato un luogotenente del boss Domenico Branca, mentre i fratelli Martino avrebbero riorganizzato i canali di rifornimento della cocaina e della marjiuana ed anche delle armi del clan.

san-siro

L'ex poliziotto, invece, insieme ad un carabiniere, avrebbe partecipato all’affare sul catering dell’A.C. Milan da dirigere su un manager amico. Un trucco - secondo i pm - per impedire che la ditta concorrente ottenesse la commessa del catering. Per cui Marco Johnson avrebbe scritto una relazione di servizio in cui si denunciava falsamente la presenza di lavoratori stranieri clandestini alla ditta concorrente. La Procura delegò quindi in buona fede all'Ispettorato del lavoro dei carabinieri un’ispezione che, in mala fede, venne gestita in grande stile dal carabiniere amico del poliziotto Johnson il 16 dicembre 2013 in occasione della partita Milan-Roma. (g.b.)