«Non siamo potute rimanere in silenzio , neanche questa volta. Con l'approvazione della legge Varchi, che ha rafforzato il divieto previsto dalla legge 40, definendo la gestazione per altri (Gpd) come reato universale, la conferenza democratica della Calabria ha deciso di avviare un confronto su questo tema. Riteniamo che questa discussione dovesse essere affrontata già da tempo — in Parlamento fu presentata una mozione già nel 2016 — ma ora non si può più rimandare».

È quanto dichiarato da Teresa Esposito, referente di Donne Democratiche in Calabria, che ha aggiunto: «Dobbiamo trovare le parole che uniscono, soprattutto i principi universali di libertà, autodeterminazione e rispetto che rappresentano i valori fondanti del nostro partito. Pur tra posizioni e prospettive diverse, il nostro confronto, arricchito dai contributi di Vittoria Franco e Marisa Nicchi, parte da un principio irrinunciabile: il diritto della donna ad autodeterminarsi. Naturalmente dentro questo principio il dibattito si allarga anche a questioni relative alla bioetica, la biogenetica e alla dimensione sociale della GPA».

«Crediamo che proprio il Pd debba assumersi il compito di aprire questo dibattito, riaffermando il tema della laicità dello Stato come abbiamo fatto con le campagne referendarie del divorzio e dell'aborto. Anche perché siamo convinte che occorra dare rappresentanza e supporto a tutte quelle coppie (eterosessuali, omosessuali, Lgbt) che hanno già figli e che al momento sono privi di diritti e lasciando famiglie e bambini, in una condizione di "fuorilegge". È certamente un confronto complesso e impegnativo, ma con competenza e attenzione possiamo trovare soluzioni che mettano al centro le norme che regolano la legge e la vita di tutti, in particolare dei bambini. La politica è chiamata a dare risposte. Nel frattempo, la Calabria continuerà a parlarne», ha concluso Teresa Esposito.