'Ndrangheta, “Imprenditori sotto minaccia implicita per anni”: condanna per gli esponenti del clan (NOMI)
Irrevocabili le pene per sei imputati. Nuovo giudizio d’appello per altri quattro

La Cassazione ha messo il sigillo definitivo sulle condanne relative alla cosca Mannolo-Zoffreo-Trapasso-Falcone di San Leonardo di Cutro, confermando che gli imprenditori delle province di Crotone e Catanzaro operarono per anni sotto “evidente condizionamento” a causa della “chiara presenza di una minaccia implicita” legata alla posizione e al ruolo degli imputati e al controllo del territorio esercitato dalla loro famiglia di provenienza. Tra il 2001 e il 2020, Santino Caterisano, Fiore Zoffreo, Albano, Antonio, Carmelina e Leonardo Mannolo, insieme a Giuseppe Trapasso, avrebbero imposto la loro influenza lungo la costa ionica, da Steccato di Cutro all’Alto Ionio catanzarese.
Tre mesi fa sono diventate irrevocabili le pene per Santino Caterisano, 6 anni, 2 mesi e 20 giorni; Fiore Zoffreo, 7 anni, 2 mesi e 20 giorni; Albano Mannolo, 2 anni, 2 mesi e 20 giorni; Antonio Mannolo, 4 anni, 5 mesi e 10 giorni; Carmelina Mannolo, 1 anno, 9 mesi e 10 giorni; e Leonardo Mannolo, 2 anni, 2 mesi e 20 giorni.
La Cassazione ha disposto un nuovo giudizio di secondo grado per Vincenzo Mercurio, condannato in primo appello a 2 anni, 2 mesi e 20 giorni, per Carmine Ranieri, 5 anni e 4 mesi, per Remo Mannolo, 6 anni, 10 mesi e 20 giorni, e per Giuseppe Trapasso, 2 anni e 8 mesi. Prescritte le accuse nei confronti del collaboratore di giustizia Dante Mannolo.
