Spaccio di droga nell'area costiera vibonese, ai domiciliari il nipote del boss di Zungri
Il gip del Tribunale di Vibo ha disposto la scarcerazione per Angelo Accorinti, 30 anni di Zungri, nipote del boss Giuseppe Accorinti. Il giovane, difeso dall’avvocato Francesco Sabatino, era rimasto coinvolto nell'operazione condotta dai carabinieri della Compagnia di Vibo e denominata "Roba di famiglia". Ritenuto a capo di un vasto sistema di spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina, si trovava in carcere dallo scorso 5 luglio quando il gip aveva aggravato la misura cautelare in ragione di numerose violazioni. Da qui una nuova istanza presentata dall'avvocato Sabatino e accolta dal giudice per cui Accorinti torna nuovamente agli arresti domiciliari.
Operazione "Roba di famiglia". Come detto, il 30enne era finito ai domiciliari perché coinvolto nell'inchiesta antidroga sfociata nell'operazione "Roba di famiglia" con la quale è stata disarticolata una fitta rete di spaccio riconducibile ad un sodalizio criminale composto da quattordici persone e capeggiato da un gruppo familiare. Secondo l’accusa riforniva di marijuana, hashish e cocaina tutta l’area costiera del Vibonese. I carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia, unitamente ai militari di Nerviano, provincia di Milano, hanno eseguito otto misure cautelari: sei ai domiciliari e due obblighi di dimora. Altre sei persone sono state deferite a piede libero. A vario titolo devono rispondere di spaccio di sostanze stupefacenti.In particolare Angelo Accorinti è accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e - secondo gli inquirenti - sarebbe il capo della rete di spacciatori di cocaina. La Procura di Vibo ha formulato nei suoi confronti la richiesta di rinvio a giudizio.
