Ucciso in Calabria con 41 coltellate: condannata a 17 anni l'unica imputata per l’omicidio (NOMI)
Diciassette anni di reclusione: è questa la pena inflitta oggi pomeriggio dalla Corte d’Assise di Cosenza a Tiziana Mirabelli, unica imputata per l’omicidio di Rocco Gioffrè, il 75enne ucciso con 41 coltellate il 14 febbraio 2023 in un appartamento popolare di via Monte Grappa.
Il dispositivo è stato letto dalla presidente della Corte, Paola Lucente (a latere il giudice De Vuono), al termine di circa tre ore di camera di consiglio. La sentenza arriva dopo un processo complesso e caratterizzato da contrapposizioni nette tra accusa e difesa.
Nel corso della requisitoria, la pm Marialuigia D’Andrea aveva chiesto l’ergastolo per Mirabelli, sottolineando la brutalità dell’omicidio e l’elevato numero di fendenti inferti alla vittima. Stessa linea per l’avvocato di parte civile, Francesco Gelsomino, che aveva sostenuto la necessità della pena massima.
Diversa la tesi della difesa: l’avvocato Cristian Cristiano, al termine di un’arringa durata oltre due ore, aveva chiesto l’assoluzione per la sua assistita, sostenendo che Tiziana Mirabelli avrebbe agito per legittima difesa.
I fatti risalgono al giorno di San Valentino del 2023, quando Gioffrè venne trovato privo di vita all’interno dell’alloggio popolare con evidenti segni di violenza: 41 coltellate che non gli lasciarono scampo. Un delitto efferato che scosse profondamente la città di Cosenza.
La motivazione completa della sentenza sarà depositata nei prossimi giorni. Si tratta di un primo grado di giudizio: la difesa ha già annunciato di voler valutare l’impugnazione della sentenza in appello.
