Tre persone sono state fermate dalla Polizia, su disposizione della Procura di Monza, per l’omicidio di Hayati Aroyo, 62 anni, cittadino italiano di origine turca trovato carbonizzato il 23 luglio scorso in un appartamento di via Saint Denis, a Sesto San Giovanni. Gli indagati – un uomo italiano, un albanese e una donna italiana – devono rispondere di omicidio aggravato, rapina aggravata, incendio e distruzione di cadavere. Secondo quanto ricostruito dalla Sezione Omicidi della Squadra Mobile di Milano, la vittima era stata colpita con una trentina di fendenti prima che il gruppo cercasse di cancellare ogni traccia incendiando il corpo e l’alloggio.

Le indagini, condotte attraverso l’analisi delle immagini di videosorveglianza, i tabulati telefonici e le intercettazioni, hanno permesso di ricostruire i movimenti dei tre e i ruoli ricoperti nella notte del delitto. Gli uomini sono stati trasferiti al carcere di Busto Arsizio, mentre la donna è stata condotta alla Casa Circondariale di Milano. Ora si attende la convalida del fermo da parte del gip.

Aroyo era cognato di Huseyin Sarai, boss della mafia turca assassinato a Crotone nel 2005 mentre proprio lui era alla guida dell’auto. Gli inquirenti hanno però chiarito che l’omicidio di Sesto San Giovanni non sarebbe legato agli affari criminali della famiglia Sarai. L’identificazione del corpo, resa difficile dallo stato in cui era stato trovato, è stata possibile solo grazie al confronto delle impronte digitali con l’autorità giudiziaria turca.

Il 62enne, che viveva a Milano, si trovava in quell’appartamento perché glielo aveva prestato uno studente ventenne, partito per due mesi di vacanza.