Regione, via libera al bilancio da parte della Corte dei conti ma restano alcune criticità
La Corte dei Conti ha parificato il Rendiconto generale dell'esercizio finanziario 2017 della Regione Calabria. La parifica ha riguardato il Rendiconto 2017 "nelle sue componenti - si legge nel dispositivo della decisione della magistratura contabile - del conto del bilancio, del conto economico e dello stato patrimoniale, nei limiti delle verifiche effettuate e ferme restando le criticita' di cui alla relazione" della sezione di controllo della Corte dei Conti. Il dispositivo e' stato letto dal presidente nazionale della Corte dei Conti, Angelo Buscema, che ha aperto e presieduto l'udienza pubblica.
Nella requisitoria, esposta dal procuratore regionale della Corte dei Conti, Rossella Scerbo, sono contenute diverse osservazioni in cui vengono posti in risalto anche i miglioramenti che pure ci sono stati in alcuni segmenti del bilancio della Cittadella. I magistrati contabili osservano che “in sede di approvazione del rendiconto di gestione 2017 è stato accertato un risultato di amministrazione pari a 988 milioni: tuttavia, va considerato che alla formazione del risultato concorrono una quota accantonata di 641 milioni e una vincolata di 446 milioni, per un totale di 1,087 milioni, dando luogo a un disavanzo effettivo pari a 99 milioni. Rispetto all’anno precedente, da un punto di vista numerico si registra un miglioramento (nel 2016 il disavanzo accertato era stato pari a 144 milioni)". Secondo la Procura regionale della Corte dei Conti, inoltre, “il perdurante fenomeno del riconoscimento dei debiti fuori bilancio continua ad avere dimensioni tali da rendere quanto mai opportuno un approfondimento istruttorio. Nella bozza di relazione la sezione di controllo ha segnalato un fenomeno meritevole di attenzione: con le leggi regionali 5 e 33 del 2017 sono stati riconosciuti debiti fuori bilancio in relazione a spese per le quali l’impegno era stato assunto anteriormente al riconoscimento: appare evidente la violazione delle regole in materia di procedura di spesa che impongono l’assunzione dell’impegno a fronte di un’obbligazione di spesa perfezionata”.
Presentano poi “diversi profili di criticità – è scritto nella relazione – i dati relativi ai pignoramenti della Regione Calabria: Sotto un primo profilo, viene in rilievo la problematica relativa al mancato riconoscimento di debiti fuori bilancio in relazione a procedure in cui l’amministrazione regionale è terza pignorata, l’altro aspetto riguarda la corretta determinazione del fondo rischi. Il mancato riconoscimento del debito fuori bilancio sul piano gestionale espone a rischi notevoli di dopi pagamenti che significa sottrarre risorse alla manovra di bilancio compromettendone gli equilibri. Nella prassi del mancato riconoscimento di debito per somme pignorate, la Procura ravvisa un altro profilo di criticità: dai dati forniti dalla regione risulta che vi è un ingente importo di euro 6,9 milioni in cui il debitore originario è l’Afor, che è un ente strumentale della Regione. Ne deriva che il mancato riconoscimento del debito mette a rischio l’attendibilità del consolidato”.
Altro capitolo sotto la lente della Procura contabile è la spesa per il personale con riferimento al lavoro flessibile: sul punto si evidenzia che “la Sezione di controllo ha rilevato il perpetuarsi del mancato rispetto” della legge 78 del 2010 e il superamento della soglia del 50% della spesa sostenuta nel 2009″, ma si evidenzia anche “l’adozione da parte dell’assessore al Bilancio e Personale di un atto di indirizzo, del 6 novembre 2018, che dovrebbe portare al contenimento della spesa per il personale della Giunta e del Consigli per un importo di 552mila euro, risparmi che dovrebbero realizzarsi nel 2019”. Quanto allo Stato patrimoniale, la Procura della Corte dei Conti rimarca gli sforzi positivi della Regione anche nell’attività di ricongiunzione e inventariazione, auspicando che “proceda e completi il suo cammino virtuoso anche ai fini di un’effettiva e piena valorizzazione del patrimonio”. Alla fine della requisitoria, il Procuratore regionale Scerbo ha chiesto alla Sezione di controllo la parifica del rendiconto 2017 della Regione nelle sue componenti del conto del bilancio, del conto economico e dello stato patrimoniale. La spesa dei fondi europei, da parte della Regione Calabria, fa registrare ritardi che mettono a rischio di revoca le risorse disponibili. Lo ha rilevato stamane la Corte dei Conti. Per quanto riguarda lo stato di attuazione del Por Calabria Fesr-Fse 2014-2020 (i fondi comunitari), in particolare, anche per l’esercizio 2017, riferisce la procura, “la sezione di controllo ha rilevato un significativo ritardo, che espone al rischio della perdita dei fondi comunitari e compromettere il raggiungimento degli obiettivi di crescita e sviluppo. Alla data di ottobre la somma delle procedure attivate è stata pari all’89% della dotazione finanziaria: le azioni finanziate dal Fesr registrano impegni per il 39,5% e pagamenti per il 10,5% quelle finanziate dal Fse impegni pari al 5% e pagamenti pari al 4% della dotazione prevista. L’attuazione del programma – secondo la procura – ha finalmente visto un significativo passo avanti con ‘approvazione del Piano finanziario di Sviluppo urbano sostenibile”.
Un “quadro preoccupante ma certo non inatteso in una Regione sottoposta a Piano di rientro dal 2009” è legato alla sanità. Secondo la procura contabile “la sezione ha accertato che i bilanci economici e il bilancio consolidato di previsione 2017 e 2018 della Gestione sanitaria accentrata non sono stati adottati a causa della mancata trasmissione/approvazione di bilanci preventivi, e il timore di questa situazione è quello di debiti occulti e quindi di un disavanzo maggiore di quello accertato, e particolarmente grave appare il fenomeno del sistematico ritardo nel pagamento delle obbligazioni commerciali che da’ luogo alla lievitazione del passivo per il pagamento di interessi moratori quando addirittura alla duplicazione dei pagamenti”.
Subito dopo i magistrati contabili, la parola è passata al presidente della Regione Mario Oliverio. "Nonostante i limiti strutturali ereditati nel tempo – ha dichiarato Oliverio – si è registrato in quest’ultimo anno una crescita importante dal punto di vista economico che attenua la distanza che separa la Calabria dal resto del Paese. Con un avanzamento pari al 2% del Pil, la nostra regione si attesta come la migliore del Sud e tra le più virtuose d’Italia. Nel 2017 abbiamo impresso una forte capacità di investimento attraverso una sinergica azione dei programmi Por, Fesr, Pac e Patto Calabria soprattutto nel campo delle infrastrutture, dell’agroalimentare, dello sviluppo sostenibile. Lo stato della spesa certificata della programmazione comunitaria è tale da escludere totalmente il disimpegno delle risorse al 31 dicembre 2018”. Oliverio si è poi lungamente soffermato sulle criticità evidenziate dalla Corte nel campo della sanità. “Siamo di fronte a un chiaro fallimento della gestione commissariale in Calabria che non solo non ha ridotto il disavanzo ma lo ha fortemente aggravato come emerge dagli ultimi tavoli interministeriali. Anche la Corte Costituzionale, in una recente sentenza sulla Regione Campania, pone per la prima volta il fondato dubbio che tale istituto è nocivo anche in presenza di coincidenze di responsabilità da parte del Presidente della Regione. È evidente che ancora di più lo è in Calabria con la titolarità in capo a due soggetti".
