L'attacco dell'ex consigliere regionale. Niente fondi per i porti della provincia di Vibo Valentia. E non va bene neanche quando si parla di edilizia scolastica, centri per l'impiego e dipartimenti Arpacal

Briciole? Neanche quelle. Se risorse ci sono, a quanto pare per il Vibonese, non resta che patire la "fame". Parola di Giuseppe Mangialavori che sui bandi regionali qualche appunto da farlo, sembra averlo. Perchè assegnati i fondi per i porti – ma non solo - la provincia di Vibo Valentia in elenco non c'è.

"Certo – scrive sui social il coordinatore provinciale di Forza Italia, nonché ex consigliere regionale - esistono i bandi e le regole oggettive. Certo, c’è progettazione e progettazione. Certo, Tropea è già “ricca” di suo. Certo su Vibo Marina ci saranno stanziamenti ingenti. Certo, la politica è sensibile a tutte le istanze che vengono dalle province e dai territori. Tutto ciò risulta persino pleonastico sottolinearlo". A conti, fatti, però, aggiunge, "vale la pena ribadire che il bando con cui sono finanziate le opere sui porti della Regione Calabria registra zero euro per quelli del Vibonese".
In ogni caso, prosegue, "qualcosa va aggiunto; ma giusto a titolo di pro memoria. L’ultima graduatoria emersa dal bando sull’adeguamento antisismico degli edifici scolastici vibonesi ha registrato per le scuole della provincia, risorse a dir poco esigue (fondi del Por Calabria Fesr 2014-2020). Per la precisione, dei 23 milioni stanziati, agli edifici vibonesi riservati appena il 4%. Dato non proprio esaltante. E ancora, la Regione Calabria per assicurare la continuità e il potenziamento dei Servizi per l’impiego per l’anno 2017 ha complessivamente impegnato risorse, di provenienza statale e regionale, per euro 17.076.379,73. L’importo destinato alla provincia di Vibo Valentia – incalza - è pari ad euro 750.411,31 (cifra davvero modesta rispetto all’importo complessivo). Per non parlare degli annosi problemi relativi alla mancata costruzione dell’ospedale di Vibo Valentia. O ancora alla proposta di regolamento sulla riforma Arpacal che prevede la sostanziale chiusura della sede vibonese. E – conclude - l’elenco potrebbe ancora continuare. Non si tratta di chiudersi in uno sterile vittimismo, ma le risorse assegnate al Vibonese sono di per sé eloquenti. Sperare in un’inversione di tendenza è pura utopia?". Insomma, a fare due "conti" del Vibonese qualcuno sembra essersi dimenticato.