"Sono morto insieme a mio figlio. Era il mio sole. Siamo di fronte a qualcosa di incredibile. Era un ragazzo che amava la musica, le donne, lo sport. Io vivevo con lui e per lui. Ogni mattina ci davamo il buongiorno, di sera la buonanotte. Ripartirò nella vita con un vuoto enorme". Sono le parole strazianti di Giuseppe Tamburi, papà di Giovanni, una delle giovani vittime della strage di Crans-Montana, all'arrivo della salma a Bologna, al cimitero di Borgo Panigale. "Era un ragazzo benvoluto da tutti, andava bene a scuola perchè sentiva che era suo dovere, gli avevo appena comprato una moto ed era così felice, non l'ha usata mai. E' stato un dramma, scusate, ma non riesco a dire altro".