La riforma della giustizia, proposta dalla ministra Cartabia, è "peggio pure delle leggi Berlusconi". Parola del procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri che, per far capire il perchè, utilizza due esempi calzanti. "Il termine improcedibilità - ha detto intervistato nel corso della trasmissione 'diMartedì' su La7 - dovrebbe sparire da questa riforma. È come dire che io sono sull'autostrada a Napoli, mi si da il tempo di due ore per arrivare a Roma, e se a Frosinone c'è un incidente e io riparto dopo tre ore mi si dice 'non puoi più partire', 'ma io devo arrivare a Roma', 'no non puoi più partire". Ma non solo. "È come se io sono dall'oncologo e ci sono 30 persone che si devono visitare, il medico fa in tempo a visitarne 20, gli altri 10 dicono 'torniamo domani o il giorno dopo?' 'no lei non si può visitare più', 'ma io ho un tumore'. Ecco, questo vuol dire improcedibilità". Un termine, ricordiamo, che indica l'ipotesi secondo cui un processo di appello può durare massimo due anni, e quello di Cassazione uno, pena la conclusione del processo che svanirebbe in un nulla di fatto.

L'attacco del condirettore del Corriere dello Sport
"Ma se io sono un politico su cui sta indagando, e su di me grava l'immagine di un politico corrotto, e intanto il tempo passa senza una sentenza..." lo incalza allora il conduttore Giovanni Floris. "Torniamo allora a prima della riforma Bonafede e anche di quella Orlando, torniamo al sistema vecchio - risponde Gratteri - che è meno dannoso". Da qui è poi partito l'attacco di Alessandro Barbano, condirettore del Corriere dello Sport e editorialista dello Huffington post (in foto, ndr), al procuratore di Catanzaro: "Nel 2018 - ha affermato - lei dottor Gratteri ha indagato il presidente della Regione Calabria per corruzione e abuso d'ufficio. Il dottor Oliverio ha dovuto dimettersi, e poi è stato assolto in primo grado. Lei che cosa prova nei confronti di quest'uomo?". "Io non personalizzo i processi come lei sta insinuando. Io faccio il mio lavoro, faccio il pubblico ministero e chiedo al giudice un provvedimento".

La "vendetta" della politica
"Cosa vede dietro la riforma Cartabia, qual è l'interesse inconfessabile che secondo lei c'è dietro" ha poi chiesto il giornalista Marco Damilano. "C'è una magistratura molto debole e la politica, dopo trent'anni, risponderà a quello che definisce lo 'strapotere della magistratura'. Questo tipo di riforma non serve alla giustizia, aumenterà solo i problemi". Magistratura debole? Secondo il procuratore di Catanzaro è perchè "sono stati fatti degli errori e gli errori giustamente si pagano". Una sorta di "vendetta" della politica, insomma. "La riforma ve la siete meritata e voluta" ha detto a riguardo il condirettore di Libero, Pietro Senaldi. "Come l'ha racconta - ha risposto Gratteri - sembra davvero una vendetta. In realtà l'Europa ha chiesto di fare i processi più veloci, non di impedire di farli. Prima della ghigliottina Cartabia mi chiedo perchè non sono state fatte altre riforme, come quella sulla depenalizzazione".

Riforma del Csm e separazione carriere
Si è parlato poi di una possibile riforma del Consiglio superiore della magistratura, per il quale secondo Gratteri "serve il sorteggio puro, punto, altrimenti le correnti avranno sempre il potere". Ma così "potrebbe uscire fuori un matto" evidenzia Floris. "Se uno è in grado di scrivere una sentenza - evidenzia Gratteri - allora è in grado di decidere chi può essere il presidente del Tribunale di Tivoli (ad esempio)". E sulla separazione delle carriere tra pm e giudici: "È una riforma che serve per poi spostarli sotto l'esecutivo - chiosa Gratteri - è questo il passo successivo. E a quel punto la giustizia sarà meno giustizia".