'Ndrangheta nel Vibonese, nuove condanne nell'Appello bis contro il clan Soriano di Filandari
E' arrivata nel pomeriggio odierno la sentenza della Corte d'Appello di Catanzaro, presidente Fabrizio Cosentino, riformulata a seguito dell'annullamento con rinvio da parte della Cassazione, nei confronti del clan Soriano di Filandari. Ai giudici della Suprema Corte si erano appellati i legali della nota famiglia di 'ndrangheta, a seguito dell'inchiesta denominata Ragno, per ottenere un parziale sconto di pena per alcuni degli imputati accusati a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso, detenzione illegale di armi, danneggiamenti ed estorsioni con l'aggravante delle modalità mafiose. Ebbene, Leone Soriano è stato condannato a 13 anni e 5 mesi di reclusione; Giuseppe Soriano dovrà scontare 13 anni e dieci mesi e pagare 17mila euro di multa. Gaetano Soriano è stato condannato a 11 anni di reclusione; Graziella Silipigni a 3 anni e quattro mesi. Inoltre, Leone Soriano e Gaetano Soriano sono stati interdetti in perpetuo dai pubblici uffici, Graziella Silipigni per cinque anni. Tre gli anni di libertà vigilata per Leone Soriano e Gaetano Soriano, due per Giuseppe Soriano. Assoluzione confermata, sulla base del verdetto di primo grado, per Francesco Parrotta (difeso da avvocato Giovanni Vecchio) e Carmelo Soriano (avv. Giuseppe Lopresti).
I giudici di secondo grado avevano condannato Leone Soriano, ritenuto dagli inquirenti il capofamiglia, a 15 anni e sei mesi; Carmelo Giuseppe Soriano (10 anni e 6 mesi e 13mila euro di multa); Francesco Parrotta (9 anni e 6 mesi); Giuseppe Soriano (10 anni e 8 mesi e 13mila euro di multa); Graziella Silipigni (3 anni e 4 mesi, e 800 euro di multa); Gaetano Soriano (15 anni e 9 mesi). In primo grado, invece, erano state sei le assoluzioni e solo due le condanne: un anno e 8 mesi per Leone Soriano e 5 anni e sei mesi anni per il nipote Giuseppe Soriano.
