Finti poliziotti "fanno visita" al figlio del procuratore Gratteri
L'inquietante episodio si è verificato nei giorni scorsi a Messina dove il figlio del magistrato abita. Ignoti hanno citofonato presentandosi come agenti di polizia
Massima allerta attorno alla sicurezza del procuratore aggiunto Nicola Gratteri, già da anni costretto ad una vita blindata, dopo un oscuro ed inquietante episodio avvenuto mercoledì scorso a Messina dove risiede, per motivi di studio, uno dei figli del noto magistrato.
Episodio inquietante. Ignoti hanno citofonato all'appartamento occupato dal figlio di Gratteri che si trova al terzo piano di uno stabile nel centro storico di Messina a ridosso della cittadella universitaria. Al giovane è stato chiesto di aprire il portone. Alla richiesta di chi stesse parlando al citofono, è stato risposto: "Siamo della polizia, aprite". Pochi minuti dopo, non vedendo arrivare nessuno, il figlio del magistrato si è affacciato sul pianerottolo, giusto il tempo per notare due individui con il volto coperto da un passamontagna mentre scendevano le scale arrivando dal piano superiore. A quel punto lo studente è tornato in casa chiudendo bene il portone ed informando subito il padre. L'episodio è stato subito dopo denunciato alla polizia e sono partite le prime indagini ed i primi accertamenti. Nessuna ipotesi viene al momento scartata, chiaramente però quella che più viene tenuta in considerazione porta ad un tentativo di intimidazione da parte della 'ndrangheta.
Cordone di sicurezza. Dopo l'inquietante episodio, sono state innalzate le misure di sicurezza intorno a Nicola Gratteri, che al momento non ha voluto rilasciare alcun commento. Ad occuparsi del caso il Questore di Messina Giuseppe Cucchiara, il capo della Mobile Giuseppe Anzalone, i carabinieri e la Procura nazionale antimafia.
