Coronavirus, ospedali sempre più vuoti in Calabria: il virus perde aggressività?
In Calabria il bollettino giornaliero sul Coronavirus registra pochi nuovi contagi ogni giorno. Il dato più significativo però, come anche nel resto d'Italia, è lo svuotamento degli ospedali: il picco di ricoverati è stato registrato intorno al 3 aprile, quando si contavano 183 ricoveri nei reparti di malattie infettive Covid. Prima di quel giorno i ricoveri sono andati sempre più aumentando. Da inizio aprile, però, è iniziato un progressivo calo. E così, giorno dopo giorno, da 183 sono passati a 178, poi 174, 170, 169... e tra alti e bassi ad oggi, 13 maggio, si registrano solo 64 ricoverati nei nosocomi calabresi.
Calo anche nelle terapie intensive. Stesso discorso anche per le terapie intensive: erano 19 i posti in Rianimazione occupati da pazienti Covid, in Calabria, il 2 aprile. Verso fine aprile erano ancora 7 e adesso se ne registra soltanto uno.
Il virus sta quindi perdendo forza? "Non ho detto che il virus è mutato, non ci sono ancora studi in proposito. La malattia, però, sta cambiando, su questo non ho nessun dubbio". Ad affermarlo durante la trasmissione "Omnibus" su La7 è Giuseppe Remuzzi, direttore dell' istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, che spiega: "Adesso noi vediamo malati molto meno gravi o addirittura non ne vediamo. Al pronto soccorso del mio ospedale qualche settimana fa arrivavano 80 persone con gravi difficoltà respiratorie, ieri sono arrivate zero persone con difficoltà respiratorie. È cambiato il rapporto tra il virus, l'ambiente e il suo ospite, altrimenti non riusciremmo a capire perché la malattia è cambiata".
Non abbassare la guardia. L'aspetto rilevante dei dati giornalieri è quindi il progressivo svuotarsi degli ospedali. Elemento che ci permette di ipotizzare che il virus - come hanno notato alcuni esperti anche se non ci sono ancora precisi studi in merito - stia perdendo a poco a poco la sua aggressività. Come spiega lo stesso Remuzzi, però, non bisogna abbassare la guardia: "Questa è una notizia che non ci dice 'rallentiamo l'attenzione che dovremmo avere', è una notizia entusiasmante che deve far capire alle persone che i nostri comportamenti ci aiutano a sconfiggere il virus". Aggiungendo infine: "Bisogna aspettare 10 giorni per sapere cosa succederà, io non credo però che riprenderà mai con quei numeri che ha suggerito la Protezione civile. Anche perchè non si tiene conto che la fase 2 non riprende come è partita la fase 1, in cui il virus molto probabilmente girava da mesi, prima di febbraio, e c'erano assembramenti, feste, discoteche. Adesso sappiamo esattamente cosa dobbiamo evitare". (a.s.)
