'Ndrangheta, spunta un nuovo pentito (NOME)
Le sue parole rafforzano il quadro accusatorio su fatti di sangue irrisolti
Negli ambienti criminali lo chiamavano “Angioletto”, “Faccia di ghiaccio”, “Il Cinese”. Oggi Luigi Berlingieri ha scelto di collaborare con la giustizia, aprendo nuovi spiragli investigativi sulle sanguinose faide che hanno segnato il Cosentino nei primi anni Duemila.
La decisione è emersa nel processo d’appello in corso a Catanzaro sull’omicidio di Luciano Martello, ucciso nel 2003 a Fuscaldo con dodici colpi di pistola nel contesto dello scontro tra il clan degli “Zingari” e quello dei Serpa di Paola. Un conflitto culminato anche nell’uccisione, nel 2004, di Antonio Maiorano, vittima di uno scambio di persona.
Le dichiarazioni del collaboratore toccano anche il delitto di Massimo Speranza, detto “il Brasiliano”, assassinato nel 2001 e poi fatto sparire. Secondo quanto riferito, l’agguato sarebbe stato eseguito da Edoardo Pepe su ordine di Giovanni Abruzzese, per il timore di un presunto doppio gioco con il clan rivale degli “Italiani”.
Gli inquirenti ricostruiscono un sistema di eliminazioni mirate maturate all’interno della cosca degli “Zingari”, con vittime attirate in trappole e uccise in un clima di violenza diffusa. Le nuove dichiarazioni potrebbero ora rafforzare il quadro accusatorio su alcuni dei più gravi fatti di sangue della zona.
