Giustizia sociale: se la legalità diventa volano di dignità e sviluppo
Confronto a Vibo Valentia tra Eliana Carbone e Giuseppe Borrello di Libera Calabria sul valore dell'Articolo 3 della Costituzione e la sfida dei beni confiscati
La giustizia sociale non può e non deve restare una promessa incompiuta ma deve trasformarsi in un impegno quotidiano capace di dare sostanza alla democrazia. È questo il messaggio centrale emerso lo scorso 25 febbraio presso la sede del Centro Servizi per il Volontariato di Vibo Valentia, dove l’Avvocato Eliana Carbone, in veste di Opinionista Culturale, ha incontrato il Dottor Giuseppe Borrello, Coordinatore Regionale di Libera Calabria, per un approfondito dibattito in occasione della Giornata Mondiale della Giustizia Sociale.
L’apertura dell’incontro, affidata all'avvocato Carbone, ha richiamato immediatamente l’attenzione sulla Carta Costituzionale come bussola per misurare la qualità della nostra convivenza civile. Secondo l'opinionista, è proprio sul terreno dell’uguaglianza sostanziale, del lavoro e delle pari opportunità che si gioca la credibilità delle Istituzioni. Citando l’articolo 3, secondo comma della Costituzione, Carbone ha sottolineato come lo Stato debba farsi carico di rimuovere quegli ostacoli economici e sociali che impediscono ai cittadini più deboli di raggiungere gli stessi traguardi dei più avvantaggiati. In questo scenario, risulta cruciale comprendere quanto il riutilizzo dei beni confiscati alle mafie e l'operato delle cooperative sociali incidano realmente sulla vita pubblica e quali siano i freni istituzionali che ne limitano ancora il pieno potenziale.
Giuseppe Borrello ha raccolto lo stimolo evidenziando come il tema della giustizia sociale sia un pilastro imprescindibile nella lotta alle mafie. Le disuguaglianze e la povertà rappresentano infatti il terreno fertile in cui la criminalità organizzata e la corruzione trovano spazio per proliferare. Per Borrello, i beni confiscati non sono solo simboli ma vere opportunità per generare economie sane, lavoro e percorsi di inclusione per le comunità locali. Tuttavia, nonostante i risultati evidenti, il coordinatore di Libera ha espresso preoccupazione per alcune proposte di legge che rischiano di indebolire lo spirito della Legge 109/96 sul riuso sociale dei beni.
Il dibattito si è poi spostato sulla resilienza di chi gestisce questi patrimoni in Calabria, spesso oggetto di attacchi e intimidazioni da parte dei clan che vedono nel riutilizzo pubblico una minaccia ai propri interessi. Borrello ha inoltre smentito fermamente l'idea che le misure di prevenzione antimafia allontanino gli investimenti dal Sud, ribadendo che il vero ostacolo allo sviluppo è la presenza asfissiante delle mafie che inaridiscono il tessuto produttivo. Per sostenere concretamente queste realtà, Libera è attualmente impegnata in una raccolta firme per destinare il 2% del Fondo Unico Giustizia alla valorizzazione dei beni confiscati, affinché le cooperative sociali non siano lasciate sole nella loro battaglia.
In conclusione, l’aAvvocato Eliana Carbone ha ribadito che la giustizia sociale deve smettere di essere un mero principio enunciato per tradursi in scelte politiche concrete e responsabilità condivise. Solo attraverso un impegno corale delle Istituzioni e della società civile sarà possibile garantire che la legalità diventi uno strumento reale di emancipazione e crescita per tutto il territorio calabrese.
