Coronavirus a Vibo, mancano i tamponi: timore per chi esce dalla quarantena
Sono passate poco più di tre settimane da quando il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, la sera dello scorso 9 marzo, ha annunciato l'obbligo di restare in casa per i cittadini di tutta Italia. Per coloro che sono stati messi in quarantena domiciliare qualche tempo dopo, adesso, stanno per scadere i famosi 14 giorni previsti dal protocollo sanitario. I sindaci del Vibonese hanno per questo chiesto - al fine di evitare che si tratti di soggetti asintomatici ma positivi e, quindi, potenzialmente contagiosi nel momento in cui si rechino ad esempio a fare la spesa - che vengano effettuati i tamponi su tutti coloro che terminano il periodo di isolamento obbligatorio.
La risposta dell'Asp di Vibo. Soluzione purtroppo non praticabile. A spiegarlo è il commissario straordinario dell'Asp di Vibo, Giuseppe Giuliano, che sulle pagine de "La Gazzetta del Sud" ha ribadito "l'assoluta carenza di tamponi" che comporta il non poter agire come si vorrebbe. "Per fronteggiare la situazione e tutelare gli operatori in prima linea - spiega Giuliano - abbiamo stabilito delle priorità che mettono al primo posto i medici del 118 ed il personale del servizio emergenza-urgenza. A seguire tutti i medici del pronto soccorso e poi tutti i casi di effettiva necessità". In altre parole: anche se vorremmo, non abbiamo abbastanza tamponi per controllare tutti. Una sistema sanitario che purtroppo, anche in una situazione di pandemia al momento non particolarmente preoccupante nel territorio Calabrese, continua quindi a manifestare tutta la pericolosità delle sue carenze.
