Due donne di Arena, piccolo comune del Vibonese, sono state denunciate per non aver rispettato la quarantena obbligatoria. C.A e C.E., provenienti nei giorni scorsi dalla Lombardia, non hanno ottemperato a quanto previsto dall'ordinanza regionale in merito all'isolamento obbligatorio con sorveglianza attiva per chiunque fosse arrivato in Calabria dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico. Entrambe, nella serata di domenica, sono state infatti notate in un ristorante locale.

Avvisati i cittadini uno a uno. "Dispiace per quanto successo, ma è intollerabile l’inosservanza delle disposizioni da parte di alcuni cittadini, anche perché domenica mattina, nell’immediatezza dell’emanazione del decreto ministeriale e dell’ordinanza regionale, avevamo provveduto ad avvisare uno per uno i cittadini interessati dal rispetto delle prescrizioni, e quindi del divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione", commenta il Sindaco di Arena Antonino Schinella. "Per il momento - prosegue - la situazione è sotto controllo, non si registrano casi di alta complessità, bisogna quindi evitare le psicosi, ogni forma di discriminazione e di emarginazione, il panico ingiustificato è controproducente, ma al contempo serve responsabilità: ci troviamo difronte un'emergenza sanitaria internazionale e affinché le misure adottate possano essere efficaci occorre la collaborazione di tutti i cittadini".

Appello al senso civico. "Facciamo nuovamente appello al senso di responsabilità di tutti - afferma il primo cittadino - affinché nell’attuale situazione di grave emergenza sanitaria si conformino rigorosamente alle prescrizioni igienico-sanitarie ed ai comportamenti sociali, invitiamo chiunque arrivi in Calabria, o vi abbia fatto ingresso negli ultimi quattordici giorni, dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico, a comunicarlo al proprio medico, al numero verde regionale o al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Provinciale che adotteranno le misure necessarie".

Gli obblighi previsti. "Ribadiamo il divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione - conclude Schinella - per chi ha soggiornato in zone a rischio epidemiologico, mentre per lo svolgimento delle attività di ristorazione e bar si ribadisce l’obbligo, a carico del gestore, di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione; mentre per gli esercizi commerciali l’obbligo dell’adozione di misure organizzative tali da consentire un accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate o comunque idonee ad evitare assembramenti di persone, nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro tra i visitatori".