I consiglieri della Provincia di Vibo Valentia nell’ultima seduta hanno fatto mancare in aula il numero legale non consentendo così di approvare in consiglio il Piano di dimensionamento scolastico redatto dall’Ente intermedio in segno di protesta contro gli indirizzi nazionali e regionali che penalizzano fortemente il territorio, facendo passare da 32 a 21 le autonomie scolastiche”, indubbiamente le proteste degli ultimi giorni di sindaci, dirigenti scolastici professori e alunni hanno fomentato le polemiche intorno alla questione che non riguarda solo il vibonese ma l’intera regione.

“Io ho invitato e continuo a rinvitare tutti quanti i clienti alla concertazione, alla negoziazione – ha affermato la vice presedente della Regione Calabria Giusi Princi - perché ascoltando i territori quindi partendo dal basso verso dall'ascolto dei dirigenti scolastici dei sindaci e quindi del territorio tutto si può veramente razionalizzare in maniera funzionale, in maniera efficiente, la rete scolastica perché io dico sempre dobbiamo essere i protagonisti del cambiamento non dobbiamo subire un dimensionamento in termini di ragioneristici imposte dall'atto, dobbiamo lavorare con serietà responsabilità e quindi io mi affido la responsabilità che appartiene in questo caso agli enti provinciali affinché ascoltando i territori riescano a dipanare le tante proteste legittime che fuoriescono e provengono dai territori territoriali”

A domanda specifica sul caso Vibo dove il Consiglio provinciale ha evitato l’approvazione del Piano, Giusi Princi  è stata molto chiara “mi diceva il presidente che si dovranno reinsediare. Ma è una prerogativa loro. Per questo io dico cercate di ascoltare i territori confrontatevi mi ha assicurato il presidente L’Andolina che si insedieranno nuovamente perché diversamente dovranno subire un commissariamento che quello che tutti quanti noi cerchiamo di scongiurare, perché lo ripeto non è la Regione ad avere voluto il dimensionamento, è una legge di Stato e la legge di Bilancio: la 197 del 2022 che segue la logica del Pnrr per cui l’alternativa è quella come ho detto poc'anzi di subire dei tagli in termini di ragionieristici, per cui laddove c'è il confronto laddove c'è l'ascolto dei territori si riesce ad ottimizzare  gli interventi agendo in maniera funzionale appunto a quelli che sono i bisogni. Quindi io sono certa che come ha detto poc'anzi il presidente L’Andolina si reinsedieranno ascoltando le parti non soltanto il consiglio nella sua maggioranza e minoranza, ma ascoltando soprattutto i territori”.