'Ndrangheta nel Vibonese, favori al clan: chiesta la conferma delle condanne per l'ex maresciallo e l'ex parroco (NOMI)
Secondo l’accusa il sacerdote avrebbe fatto da tramite tra esponenti del clan e il maresciallo, mentre quest’ultimo avrebbe omesso di trasmettere alcune denunce per pascolo abusivo

Conferma delle condanne inflitte in primo grado all’ex maresciallo dei carabinieri Sebastiano Cannizzaro e all’ex parroco di Stefanaconi don Salvatore Santaguida. È la richiesta avanzata dal sostituto procuratore generale della Corte d’appello di Catanzaro nel processo d’appello che vede i due imputati accusati di concorso esterno in associazione mafiosa per presunti favori al clan Patania.
Nel febbraio 2023 il Tribunale di Vibo Valentia aveva condannato Cannizzaro a 13 anni e 7 mesi di reclusione e Santaguida a 6 anni. I due erano stati invece assolti dall’accusa di rivelazione di segreto d’ufficio, mentre l’ex sottufficiale era stato ritenuto responsabile anche di omissione di atti d’ufficio e falso ideologico.
Secondo l’accusa, il sacerdote avrebbe fatto da tramite tra esponenti del clan e il maresciallo, mentre quest’ultimo avrebbe omesso di trasmettere alcune denunce per pascolo abusivo contro i Patania e i dati di un gps installato sull’auto di Giuseppe Patania. Cannizzaro ha respinto le accuse, sostenendo di aver sempre operato correttamente e contestando le dichiarazioni della collaboratrice di giustizia Loredana Patania. Il 19 maggio discuterà la difesa del parroco, il 16 giugno quella dell’ex maresciallo.
