In migliaia a Reggio Calabria per chiedere al Governo maggiore attenzione per il Sud
Dalla Sicilia alla Campania, ma anche dalla Puglia, dal Veneto, da Torino e da ogni angolo della Calabria. Sono 25 mila, per i sindacati, i partecipanti alla manifestazione "Ripartiamo dal Sud per unire il Paese" promossa da Cgil,Cisl e Uil a Reggio Calabria. Ci sono lavoratori e pensionati, tantissimi lavoratori precari e molti migranti tra quanti manifestano per chiedere attenzione e spazio nell’agenda del Governo per il Sud, che ha enormi potenzialità, secondo i sindacati, ma rischia di ancora posizioni accrescendo il divario con il resto del Paese e dall’Europa.
I sindacati. "Cristo si è fermato ad Eboli, l’alta velocità a Salerno ed in Calabria, dove si produce materiale ferroviario di qualità, l’Alta velocità non c'è. Che Paese è questo?". Lo ha detto il segretario nazionale della Uil, Carmelo Barbagallo. "Il Nord da solo, con la palla al piede del Sud sottosviluppato - ha aggiunto Barbagallo - non ce la farà. Il Sud è essenziale per la ripresa economica del Paese. Al Nord sono +0,2% in termini di Pil, al Sud -0,2%. Sempre il prefisso di Milano".
Entusiasta la leader della Cisl Annamaria Furlan: "Ce l’abbiamo fatta. Lo dico dal profondo del cuore e dedichiamo questa giornata
bellissima al lavoratore caduto sul posto di lavoro a Gioia Tauro. Qui da Reggio Calabria lanciamo al Governo un messaggio
unitario: l’Italia è una e una sola e pretendiamo di essere ascoltati. Siamo venuti qui a Reggio - ha aggiunto - perché è un luogo simbolo di un Sud che fatica ma che ha voglia di riscatto. Il Governo dunque cambi direzione poiché il Mezzogiorno continua a
essere dimenticato. Sia nella legge di bilancio che nel Decreto crescita c'è davvero molto poco per il Sud, che non riceverà più dello 0,1% del Pil. Questo è un Governo fantasma, non indica soluzioni e si appiglia a questioni del momento, mentre le condizioni di vita delle persone peggiorano sia al Sud che nel Nord del Paese, con la stagnazione dell’economia con gli oltre 160 punti di crisi al vaglio del Ministero del Lavoro. Nel Sud aumentano la dispersione scolastica, l’illegalità diffusa, i caporalati, i morti sul lavoro. Questo è il triste primato di una grande parte del Paese ed è su questo che vogliamo impegnare seriamente il Governo per conoscere progetti di sviluppo del Mezzogiorno. E diciamo anche basta alle continue polemiche con l'Europa, che pur vogliamo diversa e più solidale, senza la quale l’Italia arretrerebbe. Altro che mini bot: qui ci vuole più legalità e più lavoro ed invece si aumenta il debito pubblico e nulla si fa per rimettere in moto il Paese, a crescita zero".
Poi l'affondo al Governo: «Il Governo dunque - ha detto ancora il segretario della Cisl - riconosca di avere sbagliato e la finisca di inventarne una al giorno anziché impegnarsi per dare risposte e dire che tipo di Paese ha in testa. Perché l’unica percentuale in crescita, soprattutto nell’ultimo anno, è quella dei poveri. E per riavviare i consumi, anziché parlare di flat tax, un provvedimento iniquo che avvantaggia solo chi più ha, abbassiamo le tasse sul lavoro. La deregolamentazione, che è l’idea di fondo del decreto sblocca cantieri, rischia di provocare lavoro nero e più insicurezza sui cantieri, insieme ad una massiccia infiltrazione della criminalità organizzata nei grandi lavori pubblici. Senza legalità non c'è progresso".
Infine, il segretario della Cgil Maurizio Landini: "Vogliamo dare un consiglio al premier: non usi gli utili della Cassa depositi e prestiti e della Banca d’Italia per far quadrare i conti. Quei soldi devono servire per fare investimenti e creare lavoro e per cambiare la politica economica di questo Paese. Conte - ha aggiunto Landini - a inizio 2019 aveva detto che questo sarebbe stato un anno bellissimo. Forse per lui, perché nessun altro se n'è accorto. Anzi, corriamo il rischio dell’infrazione europea, aumenta la povertà relativa e non è risolta la precarietà".
Il segretario del Pd. In corteo anche il segretario nazionale del Partito Democratico, Nicola Zingaretti: "Bisogna dire basta al partito delle disuguaglianze. L’Italia deve essere difesa da Di Maio e Salvini che pensano solo ai loro partiti. Dai sindacati oggi viene un grande messaggio. Negli ultimi mesi - ha aggiunto - Cgil, Cisl e Uil hanno dimostrato che si può riprendere una battaglia politica e una lotta, ma soprattutto che si può ricostruire l’alternativa che manca a questo Paese. Noi siamo qui esattamente per questo, per dare rappresentanza a chi ha capito che Di Maio e Salvini con i loro selfie hanno preso in giro gli italiani".
