Per i 20 imputati nel processo scaturito dall’inchiesta Portosalvo, contro la ‘ndrangheta vibonese, è stata fissata al prossimo 14 marzo, dal gup distrettuale Piero Agosteo, l’udienza preliminare, dopo la richiesta di rinvio a giudizio avanzato dalla Dda di Catanzaro che, a vario titolo, contesta agli indagati le accuse di associazione mafiosa, estorsioni, danneggiamenti, omicidio e tentato omicidio.

L’operazione, condotta dalla Dda di Catanzaro, è scattata a maggio dello scorso anno. Nel mirino i clan vibonesi, in particolare le cosche dei Piscopisani, dei Tripodi e dei Mancuso. Tra le accuse anche gli omicidi di Massimo Stanganello, Mario Longo, Michele Palumbo, Davide Fortuna e Giuseppe Pugliese Carchedi, Mario Franzoni.

Rischiano il processo anche Giuseppe Comito, Nicola Figliuzzi, Raffaele Moscato e Renato Marziano, questi ultimi collaboratori di giustizia, tutti accusati di associazione mafiosa.

I nomi:

  1. Francesco Alessandria
  2. Francesco Barba
  3. Rosario Battaglia
  4. Giuseppe Comito, collaboratore di giustizia
  5. Angelo David
  6. Stefano Farfaglia
  7. Nazzareno Felice
  8. Nicola Figliuzzi, collaboratore di giustizia
  9. Rosario Fiorillo
  10. Michele Fiorillo
  11. Gregorio Gasparro
  12. Pantaleone Mancuso alias “Luni Scarpuni”
  13. Renato Marziano, collaboratore di giustizia
  14. Raffaele Moscato, collaboratore di giustizia
  15. Giuseppe Patania
  16. Salvatore Patania
  17. Saverio Patania
  18. Nazzareno Patania
  19. Francesco Antonino Staropoli
  20. Salvatore Tripodi

Nel dettaglio, passando agli omicidi commessi dal 2002 al 2012 nel Vibonese, Stefano Farfaglia, Angelo David, Rosario Battaglia e Rosario Fiorillo sono accusati di essere i mandanti ed esecutori materiali dell'omicidio di Massimo Stanganello (di cui non è stato mai ritrovato il corpo) commesso ad agosto 2008 a Piscopio, frazione di Vibo.

Altro omicidio contestato - scrive ancora il Quotidiano del Sud - è quello di Michele Palumbo, avvenuto la sera dell’11 marzo 2010, a Longobardi. L’uomo era considerato il referente sulla zona di Vibo e delle Marinate per conto del boss Pantaleone Mancuso, alias “Scarpuni”. Per questo reato devono rispondere Rosario Battaglia, Rosario Fiorillo, Michele Fiorillo, Salvatore Tripodi, ma non più Vita e D’Ascoli.

Dell’uccisione di Mario Longo, dell’1 aprile 2012 in zona Triparni, sono chiamati a rispondere, invece, Rosario Battaglia, Raffaele Moscato e Antonino Francesco Staropoli. La vittima era ritenuta un confidente dei Patania e delle forze dell’ordine e per questo era stata fatta fuori.

A rispondere, invece, dell’agguato mortale a Davide Fortuna, commesso sulla spiaggia di Vibo Marina il 6 luglio del 2012, sono Francesco Alessandria, i collaboratori di giustizia Comito e Figliuzzi, Mancuso alias “Scarpuni”, e Giuseppe, Salvatore, Saverio e Nazzareno Patania.

Un ulteriore omicidio contestato dalla Dda è quello di Giuseppe Pugliese Carchedi per il quale è chiamato a rispondere Michele Fiorillo con Rosario Fiorillo (minorenne all’epoca), avvenuto alle prime luci dell’alba del 17 agosto 2006 lungo la provinciale 522, tra Pizzo e Vibo Marina, in località “Timpa Janca”.

Infine, Francesco Barba è accusato dell’uccisione, in concorso con altri esponenti della cosca omonima e di quella dei Giampà, di Mario Franzoni, avvenuto il 21 agosto del 2002  nei pressi di un incrocio stradale nella frazione Porto Salvo.