Infermiere calabrese uccide la campagna, poi confessa: "Sotto stress in reparto Covid"
"Sto vivendo mesi molto duri, lavorando sotto stress nei reparti ospedalieri dedicati ai pazienti Covid”". Così Giuseppe Forciniti ha parlato agli investigatori durante l’interrogatorio per spiegare cosa gli sia scattato nella testa per uccidere la campagna Aurelia Laurenti. "La situazione nelle ultime settimane è degenerata ero esasperato. Ieri sera in camera c’è stata l’ennesima lite e tutto è trasceso". L’uomo, dopo essersi presentato in piena notte, sporco di sangue, nella questura di Pordenone ha prima raccontando di aver affrontato un ladro a mani nude nella sua abitazione di Roveredo in Piano. "È anche comparso un coltello, con cui ha cercato di colpirmi – ha raccontato l’uomo – è nata una colluttazione, durante la quale ho afferrato l’arma e l’ho colpita una sola volta, al collo. Lei è caduta a terra e io sono uscito dalla stanza in stato di choc". Coltello che stando alle sue dichiarazioni sarebbe stato gettato nei rifiuti.
