Resta revocata la licenza per l’attività di somministrazione di alimenti e bevande del “Bar Illy" di Antonietta Bagnato, sito nella centrale piazza Marconi a Limbadi. Il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso della ricorrente, difesa dall’avvocato Oreste Morcavallo, contro il Comune di Limbadi (non costituitosi in giudizio), il Ministero dell’Interno e la Prefettura di Vibo Valentia.

Prefettura Vibo Valentia

Confermata quindi anche dai giudici amministrativi di secondo grado la sentenza emessa dal Tar di Catanzaro nel gennaio scorso. Ad Antonietta Bagnato, nella sua qualità di titolare del bar, era stata ordinata la cessazione dell’attività e l’immediata chiusura dell’esercizio pubblico all’insegna “Bar Illy”, nonché la restituzione della licenza. Il provvedimento, su segnalazione della Prefettura, era sostenuto dal rilievo che l’esercizio commerciale fosse "abituale ritrovo di pregiudicati, tra cui alcuni contigui alla famiglia mafiosa dei Mancuso". In giudizio è stata depositata una nota del Comando provinciale dell'Arma e per i giudici amministrativi la stessa evidenzia che "dal 2008 al 2015 in numerose occasioni i carabinieri hanno riscontrato all’interno del bar soggetti censiti per associazione mafiosa, stupefacenti, armi, tentato omicidio, lesioni, usura, estorsioni, ricettazione, furto", mentre un familiare della ricorrente, che la coadiuva nella gestione del bar, si sarebbe "in passato accompagnato con soggetti gravati da precedenti di polizia". Per i giudici sono inoltre "prive di qualsivoglia idoneità probatoria le 46 dichiarazioni spontanee di cittadini, tra cui l’ex sindaco di Limbadi, secondo cui l’esercizio commerciale non è stato mai ritrovo di pregiudicati". Per il Consiglio di Stato si tratta di affermazioni fondate su apprezzamenti esclusivamente soggettivi, "dubitandosi che i cittadini possano conoscere i precedenti penali di tutti gli avventori del locale".

g.b.