Era sottoposto al regime di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di dimora e divieto di contatti con altri pregiudicati, ma non ha rispettato gli obblighi impostigli dalla legge. E così Giovanni Mancuso,  76 anni, di Limbadi, esponente di spicco dell'omonimo clan, è finito nuovamente agli arresti domiciliari. Una situazione analoga si era già verificata negli ultimi giorni di febbraio. 

Il controllo. Nel corso di uno dei normali controlli, i carabinieri della Stazione di Limbadi diretti dal brigadiere Giovanni Pellegrino sotto il coordinamento del capitano della Compagnia di Tropea Dario Solito, lo hanno infatti trovato all'interno della propria abitazione con due persone gravate di precedenti penali.  Dopo gli accertamenti di rito, Mancuso è stato sottoposto ai domiciliari a disposizione dell'autorità giudiziaria ed inm attesa del processo per direttissima.

I precedenti. Giovanni Mancuso è ben noto alle forze dell'ordine. L'anziano è stato condannato dal Tribunale di Vibo Valentia in primo grado a nove anni a conclusione del processo di primo grado denominato Black Money. Sei anni, invece, la condanna inflittagli in primo grado a seguito dell'operazione "Genesi".