Il 76enne di Limbadi era stato sorpreso dai carabinieri dentro casa in compagnia di due pregiudicati ma per il giudice il fatto non costituisce reato

Giovanni Mancuso, 76 anni, ritenuto esponente di spicco dell'omonimo clan di Limbadi, è stato assolto dal gup del Tribunale di Vibo Valentia al termine del processo celebrato con rito abbreviato "perché il fatto non costituisce reato".

L'accusa. Il 76enne era stato sorpreso dai carabinieri dentro casa in compagnia di due pregiudicati e, per questo motivo, era stato arrestato. Giovanni Mancuso infatti è sottoposto a misura di prevenzione della sorveglianza speciale per cinque anni e - secondo l'accusa - aveva il divieto di accompagnarsi con soggetti gravati da precedenti penali.


La sentenza. Per il giudice, però, il precedente penale di una delle persone con cui Mancuso si trovava in casa risale agli anni '90 mentre la seconda persona nell'abitazione del 76enne era un infermiere da tempo autorizzato dalla magistratura a potersi recare a casa di dell'uomo, ai domiciliari su una sedia a rotelle. Nello scorso mese di febbraio Giovanni Mancuso è stato condannato a nove anni di reclusione per usura al termine del processo "Black money".