Gratteri chiude il Festival Leggere&Scrivere e avverte: "La ricreazione è finita. Le cose cambieranno" (VIDEO)
Una vita da magistrato sotto scorta, dopo l'infanzia e la giovinezza a riflettere sull'arroganza del mafioso della porta accanto e la scelta di indossare la toga avendo visto tante, troppe vite spezzate di giovani per le vie di Locri: pensando a quel tempo, ha detto di sentirsi quasi "un miracolato" il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, ai vertici della Direzione distrettuale antimafia competente in quattro province calabresi, nel ripercorrere la parabola della propria esistenza, ieri sera, nell'atto conclusivo del Festival Leggere&Scrivere.
Parole di chiarezza. Come sempre, bando alle perifrasi, niente giri di parole, ma input chiari al pubblico in sala, conclusi con una riflessione molto forte: "Se la 'ndrangheta qui è cosi forte la colpa è un po' di tutti, dei magistrati, dei giornalisti, dei politici e degli storici pur in buona fede. Ma sono certo che le cose cambieranno. Credo che il giro di boa sia iniziato. Ritengo che la ricreazione sia finita. Ma un minuto dopo che noi riusciremo a ripulire dovrete impegnarvi di più, scendere nelle piazze, diventare più generosi, impegnarvi nel sociale" per evitare che la "malapianta" ricresca dove è stata estirpata.
L'impegno sul campo. In mezzo, molte considerazioni su una terra a cui "tuttavia, negli ultimi due anni, sono state date delle risposte". Altre non è da escludere che arriveranno. Nessun commento, invece, sui fatti di Riace: "Non giudico mai – ha chiarito Gratteri - il lavoro degli altri". Più di qualche riflessione, invece, sulla necessità "di ripulire i quadri della pubblica amministrazione che gestiscono la cosa pubblica con metodo mafioso".
Il prossimo libro. Infine alcune anticipazioni sul suo prossimo libro, il quindicesimo, scritto come sempre insieme ad Antonio Nicaso, che sarà in libreria il prossimo 30 ottobre. "Abbiamo deciso questa volta – ha concluso Gratteri – di puntare su un libro di storia. Tant'è che il volume uscirà per la collana Scie, fondata da Spadolini". Un libro diverso rispetto agli altri, più tecnico e meno divulgativo, messo a punto da due scrittori che, considerate le copie vendute, sono entrambi ormai veterani di successo.
