Niente deroghe sugli spostamenti tra comuni. Un no secco e risoluto che arriva dal Comitato tecnico scientifico. «Ulteriori deroghe possono rivelarsi pericolose, noi abbiamo già espresso la nostra grande preoccupazione», spiega Agostino Miozzo (anch'egli tra i papabili nelle scorse settimane come possibile commissario alla Sanità in Calabria), coordinatore del Comitato al quotidiano La Stampa di Torino. «Sono proprio gli incontri tra non conviventi a essere sotto osservazione. Il fatto di essere familiari non è di per sé un passaporto di immunità. Questo virus non ci consente deroghe», afferma Miozzo al quotidiano torinese.

Una partita tutta politica. «Quella dello spostamento tra comuni resta una decisione politica e una responsabilità del governo e, nel caso, del Parlamento», aggiunge Miozzo. «Comprendo le contestazioni: è evidente che chi vive a Roma avrà dei vantaggi rispetto agli abitanti di un piccolo comune sotto i 5mila abitanti». E' evidente, dunque, che ora la partita diviene tutta politica tra coloro che esprimono prudenza (il premier Conte ed alcuni ministri) e coloro (l'opposizione, ma anche Italia Viva all'interno della maggioranza e parte del Pd) che puntano ad un allentamento.

Sul fronte scuola. Miozzo è sempre stato un convinto fautore della didattica in presenza ed un ritorno convinto in classe «È dalla fine di aprile che discutiamo di trasporti scolastici, ingressi scaglionati, monitoraggio sanitario, tamponi rapidi. Non serve una laurea in Scienze astronomiche per trovare le soluzioni più adeguate, finora è mancata più che altro la determinazione politica. Il tavolo dei prefetti è veramente l’ultima spiaggia».