"Non lasciamoli soli": solidarietà ai militari rinviati a giudizio per la tragedia di Cutro
«In un momento tanto delicato quanto doloroso, sento il dovere morale e umano di esprimere la mia più profonda vicinanza e solidarietà ai colleghi della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza recentemente rinviati a giudizio in relazione ai tragici eventi di Cutro».
Con queste parole, Paolo Fedele, Segretario Nazionale dell’Unione Sindacale Italiana Marina e ufficiale della Guardia Costiera, interviene pubblicamente sulla vicenda giudiziaria che coinvolge alcuni militari chiamati a rispondere delle scelte operative legate al naufragio del febbraio 2023, costato la vita a decine di migranti.
«Si tratta di donne e uomini che, ogni giorno – sottolinea Fedele – operano in silenzio e con sacrificio, in contesti complessi e spesso drammatici, per tutelare vite umane, garantire la sicurezza e onorare il servizio allo Stato. A loro va il nostro pensiero, il nostro rispetto, la nostra vicinanza».
Fedele rivendica la presunzione d’innocenza come principio cardine dello Stato di diritto: «Ogni persona è innocente fino a prova contraria. Questo non è solo un diritto sancito dalla legge, è un valore etico che ci definisce come società civile».
A sostegno dei colleghi coinvolti nel procedimento giudiziario, il segretario dell’USI Marina ha annunciato l’avvio di una campagna di solidarietà, con l’attivazione di un conto corrente dedicato destinato esclusivamente a coprire le spese legali e le necessità personali legate alla vicenda.
«Non possiamo permettere – prosegue – che chi ogni giorno rischia la propria vita per salvare quella degli altri venga lasciato solo di fronte a un fardello così pesante, fatto di accuse da chiarire, pressioni mediatiche, difficoltà professionali e ricadute personali e familiari».
L’appello di Fedele è rivolto a tutto il personale militare, alle associazioni sindacali e a tutti i cittadini che credono nella giustizia e nel servizio allo Stato: «Partecipate, sostenete, fate sentire la vostra voce. Insieme possiamo fare la differenza».
L’iniziativa si inserisce in un contesto delicato, in cui il dibattito pubblico e giudiziario sulla tragedia di Cutro resta ancora acceso. Ma per Fedele, «la verità saprà emergere attraverso i canali della giustizia a cui tutti, con fiducia, dobbiamo affidarci».
