L'INTERVENTO | Amministrazione Vibo, l'imprenditore Cascasi: "Costa ha lasciato una città intrappolata da veti"
Caro direttore, ho letto con attenzione l’articolo pubblicato lo scorso 23 aprile 2019 all’interno del quale è stata data ospitalità alle riflessioni del dr. Elio Costa sulla sua esperienza alla guida dell’amministrazione comunale. Mi ha sorpreso la determinazione con la quale l’ex primo cittadino ha inteso rivendicare la sua esperienza politica il cui fallimento oltre che essere stato percepito dalla città è stato certificato dalla sua stessa maggioranza che ha inteso mettere fine ad una amministrazione a dir poco inconcludente. Eppure il dr. Costa ha l’invidiabile primato di essere stato per due volte chiamato al capezzale della città e per due volte essere stato defenestrato dalla sua stessa maggioranza.
Nell’articolo si richiamano polemica politica e intrighi di palazzo che tanto gli hanno nuociuto quasi che al sindaco sia stato impedito di governare per oscure manovre che non è riuscito a controllare. La mia esperienza di imprenditore mi ha consegnato un’altra storia nella quale ho potuto constatare la pervicace determinazione dell’amministrazione Costa per contrastare il rilascio di una concessione per la nautica da diporto all’interno del Porto di Vibo Marina, presentata fin da 2000 , che avrebbe certamente valorizzato una area degradata e creato occupazione e sviluppo.
Peccato che nessuno è andato a vedere per quale ragione è stata emanata la delibera di giunta n. 207 del 24 maggio 2003 , sulla strumentale ragione di evitare il pregiudizio nella realizzazione di opere pubbliche per circa 17.000 euro, ( opere mai realizzate e delle quali presso gli uffici comunali non risulta alcuna traccia ), impartiva direttive al dirigente del settore 8, di non rilasciare autorizzazioni o concessioni edilizie per interventi che interessano lo specchio d’acqua, di rilasciare o c.e. per interventi di adeguamento rinnovo di manufatti esistenti nell’area a terra. Delibera superata soltanto il 3 giugno del 2014 con l’approvazione del progetto preliminare ma dal quale non si è avuto l’esito sperato visto che durante la seconda amministrazione Costa l’iter è stato nuovamente intralciato al momento dell’approvazione del progetto definitivo .
Per tentare di riuscire a realizzare il progetto del pontile non solo ho dovuto presentare innumerevoli ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato ma ho anche denunciato il tentativo di estorsione portato avanti da esponenti della criminalità organizzata, per ottenere la cessione del 50% della mia società, con la minaccia che, qualora non avesse aderito a tale richiesta, non avrebbe ottenuto i necessari provvedimenti autorizzatori per la gestione del pontile, così evocando la notorietà dell’influenza della cosca sugli apparati amministrativi competenti. Ipotesi accusatoria per cui è pendente il processo davanti al Tribunale di Vibo Valentia e che ha già trovato conferma nella sentenza emessa dal Tribunale di Catanzaro in sede di giudizio abbreviato. Nello stesso tempo è pendente davanti al Tar di Catanzaro un giudizio per il risarcimento del danno a carico del Comune di Vibo Valentia perché illegittimamente ha bloccato l’approvazione del progetto per quattordici anni.
L’amministrazione Costa non si è limitata a impedire il rilascio della concessione ma ha favorito, sulla medesima area per la quale era pendente la mia richiesta di concessione , la realizzazione di un intervento di riqualificazione funzionale dell’area muro paraonde molo generale Malta e banchina Cortese.
Si tratta del progetto presentato dalla Camera di Commercio e che avrebbe dovuto essere finanziato attraverso l’utilizzo dei fondi per opere infrastrutturali messi a disposizione del MISE e gestiti dalla società Vibo Sviluppo. Per fortuna il Ministero dello Sviluppo Economico non ha dato seguito a questa confusa e opaca articolazione progettuale portata avanti dall’amministrazione Costa e dalla Camera di Commercio non concedendo il finanziamento richiesto.
Il dr. Costa ha la responsabilità politica di aver fatto impegnare un rilevante investimento pubblico su un opera inutile quando questi stessi fondi avrebbero potuto essere proficuamente impiegati per lo sviluppo delle infrastrutture assai carenti nel nostro territorio. Questa è la città che ha lasciato il sindaco Costa: non solo priva di un progetto di sviluppo ma intrappolata da veti che hanno impedito il dispiegarsi anche degli investimenti privati.
Non so se i prossimi amministratori potranno superare la crisi di fiducia che investe cittadini ed imprese. Per quello che mi riguarda, dopo l’esperienze che ho vissuto , sarò assai prudente prima di decidere se continuare ad investire in un territorio così degradato e all’interno del quale la vitalità si percepisce soltanto nel terreno della battaglia che viene combattuta dalle forze dell’ordine e magistratura contro l’azione della criminalità organizzata. Battaglia il cui esito rimarrà sempre incerto se non si consentirà lo sviluppo di forze imprenditoriali sane in grado di creare investimento ed occupazione.
* IMPRENDITORE
