Anche per il gip del Tribunale dei minori di Catanzaro c'è il rischio della reiterazione del reato. Confermato il provvedimento adottato dalla Procura

Le accuse reggono e anche per il gip c'è la possibilità che il reato possa essere nuovamente commesso. Resta in carcere il sedicenne di Vibo che ha sparato al padre per dare una lezione. Lo ha deciso il giudice dell'indagini preliminari del Tribunale dei minori di Catanzaro che ha confermato la richiesta formulata la settimana scorsa dal Procura minorile. Anche per il gip quindi c'è il rischio di reiterazione del reato ai danni del genitore per cui il ragazzo non può essere scarcerato, né tornare a casa dalla madre.

La tesi della difesa. Il giudice ha dunque respinto la tesi della difesa, rappresentata dall'avvocato Costantino Casuscelli, che si era opposta alla misura cautelare evidenziando che in un primo tempo, subito dopo le dichiarazioni autoaccusatorie fornite dal ragazzo ai carabinieri, non era stato adottato alcun provvedimento nei confronti del minorenne, indagato a piede libero e arrestato una settimana più tardi. 

Il fallito agguato. Il sedicenne si era costituito il giorno dopo l'agguato compiuto alla periferia di Vibo, nel quartiere Affaccio ai danni del padre, un 41enne già noto alle forze dell'ordine. Arrivato sul posto a bordo di uno scooter il ragazzo ha sparato almeno quattro colpi di pistola, una 6,35 (ancora non trovata), contro il genitore che per una pura fatalità è riuscito a sfuggire all'agguato. Il minore è ora accusato di tentato omicidio e dovrà rimanere in carcere a disposizione dell'autorità giudiziaria.

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