La paura del contagio da Coronavirus rischia di scatenare conflitti e alimenta gesti ed episodi di violenza, specie nei confronti di persone che si ritiene provengano dal Nord. L’episodio forse più grave e sgradevole dall’inizio dell’epidemia ieri a Reggio Calabria: una giovane mamma è stata aggredita sul lungomare insieme al figlio autistico.

Ecco il racconto: "Ero sul lungomare con mio figlio di quattro anni, avendo purtroppo lui i “requisiti” per starci poiché come da ordinanza comunale ai bambini con disturbo autistico è concesso frequentare il lungomare. Ebbene, io madre, ragazza giovane, sono stata insultata da un signore che si è affacciato alla finestra senza aver potuto neanche spiegare le mie ragioni. Costui aveva minacciato di chiamare i carabinieri, i quali purtroppo non sono arrivati, nonostante la mia attesa. Successivamente io e mio figlio venivamo addirittura ripresi da dentro le finestre con un cellulare. Sono stata io, vedendo ciò, a contattare i carabinieri, i quali mi hanno subito tranquillizzata e si sono presi l’onere di andare a sensibilizzare il signore in questione e la sua famiglia, fornendo loro informazioni che sicuramente ignoravano. Non essere a conoscenza di un’ordinanza comunale non giustifica comunque quanto accaduto".


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Eccezioni. Oltre ai bimbi autistici, è permesso a tutti di poter uscire di casa per praticare attività fisiche e motorie che per molte persone, in modo particolari coloro che hanno malattie cardiovascolari, sono di vitale importanza. Come anche per molti altri che vogliono prevenire analoghi problemi di salute: se stare in casa una settimana o due può essere un sacrificio accettabile, qui è già passato un mese e dovranno trascorrere altre 3 settimane ed è serio il rischio che subentrino altre malattie molto serie come l’obesità, il diabete, l’ipertensione, che vengono prevenute proprio con l’attività fisica e motoria. Che nessuno ha mai vietato o proibito, purchè si evitino assembramenti.