Sarà la pioggia o l'aria fresca che preannuncia la fine di una calda estate a indurmi in riflessioni… L’era ‘Romeo’ è ufficialmente iniziata, e come ogni cambiamento, porta con sé ansie, timori, e molte aspettative. Chi governava ieri, oggi torna a notare tutto ciò che non funziona e che andrebbe migliorato o risolto, e pretende con tono autoritario quelle risposte che egli stesso avrebbe dovuto dare fino a poco tempo fa. È il gioco delle parti, a cui i cittadini sono ormai abituati ad assistere, con un contrasto di emozioni: a volte con rassegnazione, a volte con rabbia, ma raramente con proteste vibranti finalizzate a chiamare la classe politica a responsabilità. Un territorio abbandonato a sé stesso, abituato alle elemosine annunciate con toni roboanti, che rappresentano solo un’infinitesima parte delle tante risorse sottratte, risorse che potrebbero davvero determinare lo sviluppo e la crescita della nostra economia.

E si va avanti così, accontentandosi di favori anziché pretendere diritti. Lo vediamo ogni ultimo sabato del mese, quando pochi di noi si ritrovano davanti all’Ospedale Jazzolino per protestare, rivendicando ‘una sanità degna di un Paese civile’. Sembra banale, ma solo chi vive qui può capire veramente il significato di quelle parole… Eppure, sembra che tutti si siano rassegnati a un destino ineluttabile, come se nulla possa più cambiare. Ma la storia è piena di epoche caratterizzate da grandi cambiamenti e conquiste, e noi, volenti o nolenti, facciamo parte di quella storia, nella quale dobbiamo tornare a essere protagonisti, non semplici spettatori.

Dopo questa riflessione generale, che vuole essere uno stimolo a tutti per diventare parte attiva del cambiamento, mi rivolgo direttamente alla nuova Amministrazione, già alle prese con i problemi atavici che attanagliano la città, per avanzare alcune proposte da considerare e, possibilmente, da attuare nei primi 100 giorni di governo.

Ho letto e accolto con favore la proposta di operare drastici tagli ai costi della politica. Essendo ben nota la mia determinazione, ripropongo le richieste che avanzammo cinque anni fa alla precedente Amministrazione, sperando che questa volta possano avere miglior fortuna e che si possano recuperare risorse per queste finalità.

Mi riferisco, in primo luogo, al servizio di trasporto scolastico, che in alcuni Comuni viene offerto gratuitamente o con costi notevolmente ridotti. Questo non avviene nel Comune di Vibo, dove ogni famiglia è costretta a pagare circa 20 euro al mese, indipendentemente dal reddito. È assurdo che il costo sia passato da circa 5 euro al mese agli attuali 20, una decisione presa dal precedente Commissario e mai modificata, nonostante le richieste. Questo ha costretto molte famiglie a rinunciare al servizio, e oggi vedere il pulmino girare con pochi bambini, invece che pieno come un tempo, è uno schiaffo all’intelligenza. Spero che la nuova Amministrazione riveda immediatamente le tariffe e trovi una soluzione per offrire il servizio gratuitamente.

Allo stesso modo, mi auguro che venga affrontato il paradosso del ticket mensa, che per anni è stato di €2,50 e ora è quasi raddoppiato a €4,00. Questo rappresenta un costo insostenibile per chi ha più figli in età scolare, costringendo molte famiglie a prelevare i propri figli dalla scuola dell’infanzia alle 12:00, con tutte le inevitabili conseguenze in termini di opportunità formative e disagi per i genitori, soprattutto per le mamme. È inaccettabile che, per fare un esempio, chi abita a poche centinaia di metri dalla scuola dell’infanzia di Vena Superiore, ma al di là della Strada Statale 18, sia costretto a pagare la tariffa massima a prescindere dall’ISEE.

Mi auguro anche che sia stato predisposto l’iter per offrire il servizio mensa contestualmente all’inizio dell’anno scolastico, riducendo così i disagi per i genitori che lavorano.

Rimanendo su Vena Superiore, dove risiedo da anni, sollecito l’Amministrazione a intervenire subito sulla grave problematica, discussa durante la campagna elettorale, riguardante la scuola. È inaccettabile che la scuola secondaria di primo grado sia ospitata nei locali della scuola primaria dagli anni ottanta, una situazione ben nota ma mai risolta dalle precedenti Amministrazioni.

Altra richiesta riguarda il trasporto urbano: spero che venga data immediata diffusione di fermate e orari, considerando che da troppo tempo si attende che quell’autobus, che gira solitario per le vie della città, sia effettivamente messo al servizio di tutti, magari gratuitamente, come ammenda pubblica per i lunghi anni di spreco. Anche senza belle pensiline o orari segnati, si inizi con la segnaletica orizzontale per individuare le fermate e si pubblichino gli orari.

Propongo anche di redistribuire le strisce blu e bianche per i parcheggi, riservando le aree più ampie alla sosta libera (strisce bianche) e lasciando le strisce blu prevalentemente lungo le strade. Questo per rendere più agevole la circolazione e garantire maggiore sicurezza lungo le principali arterie cittadine, naturalmente tenendo conto delle esigenze di bilancio dell’amministrazione.

Poi verrà il tempo di offrire ai vibonesi una stagione teatrale degna di una città capoluogo, di valorizzare il porto, di riprendere quel progetto della funivia di collegamento tra la città e la marina, di dare nuova linfa ai comuni costieri e a tutta la Costa degli Dei, con servizi efficienti per i turisti, come navette costiere e collegamenti marittimi. Si dovrà intervenire sulla rete idrica, ripristinare i pozzi, realizzare le casette dell’acqua, prevedere un servizio regolare di sfalciamento e raccolta rifiuti anche lungo le strade di collegamento, lavorando sinergicamente con Anas e Provincia per offrire un’immagine diversa del nostro territorio.

Infine, bisognerà valorizzare i siti archeologici, migliorare le strutture sportive, i parchi urbani e non trascurare le iniziative per rivitalizzare la città e offrire opportunità lavorative, poiché il nostro futuro dipende dalla capacità di trattenere i giovani.

Per realizzare tutto questo, è necessario fare squadra nella Conferenza dei Sindaci e rivendicare con forza le risorse spettanti ai Comuni della Provincia, fortemente penalizzati dall’applicazione del criterio della spesa storica. E sarà fondamentale prendere subito una posizione contro chi, con l’autonomia differenziata, ha già deciso di condannare il Sud a una morte economica e sociale.

Infine, c’è il tema della sanità, una battaglia per la vita che tocca tutti indistintamente, e che finora ha visto molti lavarsene le mani, anziché agire in prima persona, anche come ‘primi cittadini’, a difesa della salute pubblica.

Sono molte le questioni in gioco, lo so, ma la vita è fatta di scelte e chi sceglie di amministrare deve dimostrare di essere all’altezza di questo compito.

Avv. Daniela Primerano (Osservatorio Civico Città Attiva di Vibo Valentia)