Il provvedimento dal Comune di Vibo. Entro il prossimo fine settimana i baby-profughi saranno ricollocati in centri "regolari". In 56 si trasferiranno a Briatico. Gli altri finiranno fuori provincia

di MIMMO FAMULARO

Via tutti i migranti dai centri d'accoglienza non accreditati dalla Regione. Su input della Prefettura, il Comune di Vibo Valentia prova a fare ordine ed entro questo fine settimana circa 130 minori non accompagnati dovranno essere ricollocati in altre strutture. Quelle esistenti, oltre a non avere il certificato di accreditamento necessario rilasciato dalla Regione Calabria, sono state giudicate inidonee.

Geometra-Vibo-valentiaSgombero. E' il caso del centro di prima accoglienza gestito dalla cooperativa “La Speranza” all'interno dell'ex istituto per Geometri, nel cuore di Vibo Valentia (nella foto a fianco). Qui soggiornano 93 minori non accompagnati, compresi quelli sgomberati da Polia dove nei giorni scorsi un blitz del Dipartimento di prevenzione dell'Asp di Vibo Valentia ha portato alla chiusura della struttura creata da un'associazione della Protezione civile intitolata a Santa Rita da Cascia. Entro il prossimo fine settimana ad essere sgomberati saranno anche i locali dell'ex istituto per Geometri, destinatario di una diffida dell'ufficio Urbanistica di palazzo “Luigi Razza”, già trasmessa ai gestori della struttura, poichè non presenterebbe le necessarie condizioni di sicurezza per l'uso dell'immobile quale centro d'accoglienza per immigrati. A maggior ragione se questi sono minori senza genitori o familiari al seguito. Lo stabile sorge infatti in una zona ritenuta a rischio idrogeologico R3 secondo il Pai della Regione Calabria. In città è situato un altro centro riservato ai baby-profughi. Si trova in contrada Bitonto, è gestito dalla cooperativa sociale “Estella onlus” e ospita 39 ragazzi, in prevalenza senegalesi e nigeriani. Anche questo centro è considerato “assimilato”, che in gergo tecnico significa “non accreditato”. Ergo: dovrà essere sgomberato e i minori presenti all'interno ricollocati. L'unica cooperativa che non verrà toccata da questo provvedimento sarà quella di Jonadi dove vivono 15 minori in prevalenza di origine ghanese.

I numeri del business. Complessivamente sono 147 i baby-profughi affidati ai servizi sociali di palazzo “Luigi Razza” e provvisoriamente ospiti di queste cooperative. Ognuno di loro garantisce una diaria giornaliera di circa 45 euro. La solidarietà, quindi, si coniuga perfettamente con un business particolarmente redditizio e con un volume d'affari da capogiro.

Il piano del Comune. A palazzo “Luigi Razza” si lavora per ricollocare in strutture idonee questi ragazzi. Solo i 15 di Jonadi non faranno le valige. Gli altri saranno invece costretti all'ennesimo trasferimento. In 56 si recheranno a Briatico, ospiti dell'associazione “Monteleone”, appena accreditata dalla Regione Calabria. Altri 33 saranno destinati in una struttura ad hoc di Petilia Policastro. La parte rimanente potrebbe essere collocata anche in centri fuori regione. Per il mantenimento dei minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo, il dirigente comunale di settore, Adriana Teti, ha già trasmesso alla Prefettura di Vibo la richiesta di rimborso spese sostenute per l'accoglienza. Un rendiconto che per tutto il 2015 sarà di oltre un milione di euro.