Non è più un’emergenza sporadica, ma una condizione strutturale. La Calabria si scopre ancora una volta "di vetro" nell'ultimo rapporto ISPRA, che traccia una mappa impietosa del dissesto idrogeologico nella regione. Se il Cosenzarese e l'Aspromonte pagano un tributo altissimo, è la provincia di Vibo Valentia a mostrare le ferite più profonde in rapporto alla densità dei suoi piccoli centri collinari e montani.

Il cuore pulsante del rischio nel Vibonese batte tra i boschi e i pendii delle Serre. Qui, la conformazione geomorfologica, unita a una natura dei suoli particolarmente friabile, ha creato un mix esplosivo. I dati classificano vaste porzioni di questo territorio in "fascia rossa" (pericolosità elevata o molto elevata). Non si tratta di statistiche astratte: per i comuni montani, ogni ondata di maltempo si traduce nel rischio concreto di isolamento, con strade provinciali che cedono e versanti che minacciano i centri abitati. La fragilità delle Serre non risparmia nemmeno la viabilità principale, trasformando ogni pioggia intensa in un test di resistenza per infrastrutture già precarie.

Se le Serre rappresentano l'area più sensibile, il monitoraggio ISPRA non lascia tranquilla nemmeno la fascia costiera . La pressione urbanistica degli ultimi decenni, combinata con una gestione complessa delle acque meteoriche, rende i versanti che degradano verso il mare soggetti a smottamenti superficiali. Molti piccoli centri del Vibonese, già segnati dallo spopolamento, vedono la propria sopravvivenza minacciata dal cedimento dei costoni su cui poggiano case e monumenti.

Gli esperti dell'ISPRA sono chiari: il cambiamento climatico sta fungendo da acceleratore. In Calabria, e nel Vibonese in particolare, la concentrazione di piogge torrenziali in poche ore mette sotto scacco la capacità di tenuta dei terreni. Le aree agricole, motore economico della provincia, sono le prime a subire i danni, con interruzioni della rete rurale che mettono in ginocchio le aziende locali.

Il dossier si chiude con un monito alle istituzioni: la mappa della fragilità coincide quasi perfettamente con quella dell'abbandono. La manutenzione dei canali, la regimazione delle acque e il rimboschimento consapevole non sono più optional, ma necessità vitali.

Per Vibo e la sua provincia, comprendere la portata di questa "fotografia" del rischio è il primo passo per evitare che la prossima allerta meteo si trasformi nell'ennesimo bollettino di guerra. La protezione dei cittadini e del patrimonio naturale passa inevitabilmente da una cura costante e programmata di un territorio tanto bello quanto vulnerabile.