‘Ndrangheta, dalla droga agli appalti: “Infiltrazioni in economia e fondi pubblici” (NOME)
Le indagini evidenziano inoltre possibili tentativi di infiltrazione nel circuito degli appalti pubblici

Le Marche risultano interessate da presenze e propaggini riconducibili alla ‘ndrangheta in diverse province, con attività che spaziano dal traffico di droga all’infiltrazione nell’economia locale, fino al possibile condizionamento di settori come agroalimentare, edilizia e turismo. È quanto emerge da analisi e indagini della Direzione Investigativa Antimafia.
Secondo gli approfondimenti investigativi, lungo la costa e nell’entroterra sarebbero attivi anche clan calabresi storici come i Farao-Marincola e i Pesce, presenti da anni sul territorio con strutture considerate flessibili ma radicate nel tessuto economico.
Un fronte operativo rilevante è stato l’operazione “Grandsons 2”, condotta all’inizio dell’estate 2025 dalla Polizia di Stato di Ascoli Piceno e dal Sisco di Ancona, che ha portato all’esecuzione di 14 misure cautelari nei confronti di un gruppo accusato di traffico di stupefacenti e con disponibilità di armi, tra cui anche una bomba a mano.
Le indagini evidenziano inoltre possibili tentativi di infiltrazione nel circuito degli appalti pubblici e nella gestione di fondi legati alla ricostruzione post-sisma e al Pnrr, con ipotesi di riciclaggio attraverso imprese locali.
Nel solo Maceratese e Fermano, secondo gli atti investigativi, sarebbero stati sequestrati oltre 700 chili di droga in un anno, con un giro d’affari stimato in decine di milioni di euro e modalità operative riconducibili a dinamiche tipiche mafiose.
Il quadro delineato conferma, secondo gli inquirenti, una presenza criminale non strutturata in “locali” autonomi, ma organizzata in reti capaci di adattarsi al contesto economico e di incidere su più settori strategici del territorio.
