I tentacoli della 'ndrangheta erano arrivati a condizionare ogni singolo metro dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria in provincia di Vibo Valentia. Per ogni tratta, infatti, c'era uno specifico gruppo a cui bisognava pagare l'estorsione: "Si pagava il gruppo dei Bonavota nella zona di Sant’Onofrio, a Piscopio i piscopisani, nella zona delle Serre gli Emanuele" e così via. Ad affermarlo è stato il pentito Andrea Mantella - 49 anni, ex boss vibonese, collaboratore di giustizia dal 2016 - nell'udienza di ieri del maxi processo Rinascita Scott. "L’autostrada era divisa tratto per tratto", sottolinea, con l'estorsione a cui veniva sottoposta qualunque azienda che aveva a che fare con un tratto vibonese di autostrada: "Anche se c’erano delle imprese di subappalto - spiega Mantella - il sistema era quello, era tutto controllato".

I disagi per i cittadini e il cemento di bassa qualità.
Questo "sistema" andava così a incidere "sulle fatture, sulla qualità del cemento, sulla qualità della bitumazione, del materiale che va sotto il suolo" e tutto ciò che riguardava i lavori. Perchè dove c'è la 'ndrangheta la qualità della vita, inevitabilmente, scende. E a farne le spese sono i cittadini, costretti a vivere disagi su disagi per permettere ai clan di arricchirsi. "Il coordinatore di questo ‘grande lavoro’ - ha dichiarato Andrea Mantella in aula - era Giuseppe Prestanicola (non indagato nè imputato e completamente estraneo all'inchiesta Rinascita, ndr), legatissimo a doppio filo ai Mancuso e a Damiano Vallelunga. Poi purtroppo ('purtroppo per lui', specifica subito il pentito) è stato costretto anche a mettersi d’accorso con gli Emanuele”. In che senso? “Gli Emanuele - ha risposto l'ex boss vibonese - hanno preso potere nel territorio delle basse Serre ed era un gruppo ‘ndranghetistico abbastanza serio, militare, e quindi doveva avere a che fare non solo con Damiano Vallelunga, là sotto al tratto delle Serre, ma dovette pagare un’altra estorsione ancora".

"Gli dissi di no, bruciate nel vostro territorio".
Il collaboratore di giustizia precisa però un aspetto: "Non è che il signor Prestanicola li prendeva lui, di tasca sua, o andava a casa e diceva a sua moglie 'ti devi privare della pelliccia' o di altre cose perché bisogna pagare gli estortori. Il signor Prestanicola era una cabina di regia. Era un coordinatore e aveva l’obbligo di raccogliere tutti i soldi delle varie aziende che lavoravano lì per pagare l’estorsione” ai vari gruppi ndranghetistici. "Ci sono mai stati dei problemi in questa cointeressenza dei soggetti criminali che volevano prendere parte a questa attività?" ha chiesto allora il pm della Dda di Catanzaro Andrea Mancuso. "So per certo che praticamente gli Emanuele mi hanno chiesto una cortesia se potevo far bruciare degli escavatori, dei camion, a una ditta di Vibo che faceva i lavori sull’autostrada. Io gli dissi ‘a Vibo no’, ovvero in modo garbato gli feci intendere ‘bruciate nel vostro territorio’". "Tutti volevano mangiare a tutti i costi - precisa Mantella - e si sono fatti pure del male".

I problemi con la tangenziale est e l'assessore alla Provincia di Vibo. 
A proposito di tratti di strada, il collaboratore di giustizia ha tirato in ballo anche un ex assessore alla Provincia di Vibo durante la presidenza di Ottavio Gaetano Bruni (nè Bruni nè l'assessore in questione sono indagati o imputati ma, al contrario, sono completamente estranei all'inchiesta Rinascita, ndr). "Con Domenico Cugliari - racconta Mantella - andiamo a casa di questo uomo che era una sorta di geometra all’interno della Provincia di Vibo". Il problema, evidenzia, riguardava "una questione della tangenziale est, perché praticamente volevano abbattere alcuni fabbricati della masseria di mio padre e io chiesi a Cugliari se poteva intercedere per far si che ci fosse una deviazione". Decidono così di andare a casa di quest'uomo "che era nella Provincia di Vibo Valentia, Provincia inteso come ente, nella Giunta di Ottavio Gaetano Bruni", e lui "si mise a disposizione". Con lo stesso uomo "abbiamo pranzato nelle Serre vibonesi, anche in presenza di Domenico Cugliari, in un agriturismo di Damiano Vallelunga: ricordo che io scherzosamente gli sbucciavo le noccioline e Damiano Vallelunga gli diceva ‘geometra, adesso Andrea le sbuccia le noccioline e questo le costa un muro di sostegno in più”. "Si scherzava così", chiude il discorso Andrea Mantella.